Osservatorio politiche commerciali: Under pressure

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Osservatorio politiche commerciali: Under pressure

Nella giornata del 30 marzo si è tenuto l’incontro sulle politiche commerciali alla presenza del Responsabile Business Remo Taricani e del Responsabile HR Luigi Luciani.

Le OOSS hanno ricordato come in Unicredit sia stato sottoscritto uno dei primi Accordi del settore sul tema, nel quale sono state indicate regole precise e individuati chiari percorsi da seguire.

Nonostante ciò, ancora oggi, dopo sei anni, riscontriamo su tutti i territori, nel rapporto quotidiano coi Lavoratori e le Lavoratrici e nel clima aziendale, notevoli contraddizioni rispetto ai propositi ed ai principi sanciti ed agli impegni assunti.
La cultura aziendale, al di là delle dichiarazioni formali, è ancora molto lontana dal recepire lo spirito corretto; è ora necessario più che mai realizzare un vero cambio di passo, dando segnali inequivocabili ad una rete, sempre presente, competente e dai nervi saldi, che affronta da anni la difficilissima fase pandemica, cui si e aggiunto ora il conflitto in corso nell’est europa e non può essere sottoposta a stress ulteriori e ingiustificabili.

C’è un uso distorto, ossessivo e maniacale dei seguenti mezzi tecnologici : Ubook che viene utilizzato per monitorare e rendicontare gli appuntamenti e le vendite fatte dai colleghi con cadenze giornaliere; Task Manager utilizzato come strumento di pressione sui lavoratori.

In merito al protocollo sulle politiche commerciali e alla successiva integrazione del 2018, sono stati fissati dei punti saldi per migliorare il clima aziendale dove è vietato :

  • Fornire indicazioni commerciali con eccessiva frequenza e inutili ripetizioni.
  • Usare strumenti/canali alternativi a DOP per monitorare le vendite.
  • Diffondere classifiche comparative tra colleghe/colleghi in ruoli commerciali.
  • Chiedere previsionali di consulenza con cadenza inferiore alla settimana.
  • Chiedere previsionali di consulenza e di vendita a livello di singolo cliente.

Tutto ciò non ci risulta venga rispettato, e questo mina ulteriormente il clima aziendale ed erode il rapporto fiduciario con il cliente.

Alle dichiarazioni devono corrispondere i fatti, che devono avvalorare la validità dei principi contenuti nei protocolli sulle politiche commerciali.

E necessario porre un freno:

  • alle assidue Lynch effettuate insistentemente ad orari improponibili, spesso senza preavviso, anche tre volte al giorno.
  • alla spasmodica richiesta del passo quotidiano, alle fantasiose richieste di “budget d’onore” da realizzare in tempi strettissimi.
  • alle continue classifiche comparative che recano umiliazione alla dignità e alla professionalità delle colleghe/ colleghi.
  • all’utilizzo dei cellulari personali, anche per contatti a tutte le ore, tutti i giorni, senza rispetto di ferie o di festività alcuna.

L’Accentuata carenza di organici, costringe i Lavoratori e le Lavoratrici a gestire mansioni diverse svolgendo più ruoli contemporaneamente, in attesa dell’auspicato ripopolamento della rete esasperando ancora di più il clima.

L’ Azienda, continua a sostenere che il fenomeno non sia generalizzato, mentre le OO. SS. hanno ribadito con forza che ciò accade dall’ estremo nord all’estremo sud in tutte le Region.

Alla luce anche dell’incremento delle richieste di assistenza al medico competente per patologie psicosomatiche non è più rinviabile un intervento forte, autorevole, efficace, da parte aziendale, volto a creare un clima di fiducia tra tutte le Lavoratrici/ri nello svolgimento delle proprie attività.

Le scriventi OO.SS. hanno inoltre richiesto una forte e concreta assunzione di responsabilità del top management e dell’Head of Italia N. Ubertalli in tal senso, anche attraverso una sua efficace dichiarazione tesa a ricordare, ribadire e sostenere i principi ed i contenuti degli Accordi tutt’ora in vigore e sopra richiamati.

I Lavoratori e le Lavoratrici chiedono ed hanno diritto ad un reale, concreto “cambio di passo”!

Milano, 30 marzo 2022
Segreterie Unicredit S.P.A.
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA – UNISIN

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