La riforma della Previdenza Complementare

La riforma della Previdenza Complementare

Gli accordi del 12 settembre 2019 concludono un percorso di razionalizzazione ed aggregazione dei vari Fondi Pensione delle ex banche all’interno del Fondo Pensione di Gruppo.

Il percorso stabilito nelle intese del 8 ottobre 2015 prevedeva tra fasi distinte:

1. la confluenza dei cosiddetti Fondi Interni, che ha visto una positiva conclusione normativa con l’accordo del 10 novembre 2015 che prevedeva l’effettiva confluenza dal 1° gennaio 2017;

2. la confluenza delle Sezioni II a capitalizzazione individuale dei – F.P. ex Banca di Roma – F.P. ex CR Trieste – F.P. G. Caccianiga – presso la Sezione II del Fondo Pensione di Gruppo, normata con l’accordo del 4 febbraio 2017;

3. la confluenza delle Sezioni I a capitalizzazione collettiva/prestazione definita dei – F.P. ex Banca di Roma – F.P. ex CR Trieste – F.P. G. Caccianiga – F.P. ex CR Torino – presso specifiche “sottosezioni” dedicate del Fondo Pensione di Gruppo, prevista con l’accordo del 29 gennaio 2019, che tra l’altro stabilisce:
—> la segregazione del patrimonio di competenza dei relativi Fondi Pensione;
—> il mantenimento delle previsioni in essere per quanto riguarda i livelli di contribuzione, le modalità di computo delle prestazioni pensionistiche ed il livello degli oneri amministrativi/ gestionali.

A necessaria conclusione del percorso di concentrazione, gli iscritti alle Sezioni I dei Fondi di cui sopra, nei prossimi mesi, saranno chiamati al voto referendario per l’approvazione della confluenza nel Fondo Pensione di Gruppo ed in alcuni casi per delle modifiche statutarie (in particolare per F.P. ex CR Trieste e F.P. ex CR Torino). A chiusura di tutto il percorso di aggregazione, anche gli iscritti al Fondo Pensione di Gruppo saranno necessariamente chiamati ad esprimersi su tale confluenza, oltre che a valutare alcune modifiche statutarie, tramite referendum.

Le previsioni degli accordi del 12 settembre 2019 stabiliscono:

=> nuovi importanti elementi legati alla governance (composizione del Consiglio di Amministrazione del Fondo Pensione di Gruppo, realizzazione dell’Assemblea dei Delegati del Fondo Pensione di Gruppo), alla trasparenza ed alla pariteticità di tutti gli organismi correlati al Consiglio di Amministrazione stesso;
=> l’introduzione della previsione concernente l’iscrizione automatica ed immediata dei “neoassunti” attraverso il cosiddetto principio del “silenzio assenso”(più propriamente definibile in principio dell’ “adesione contrattuale”);
=> l’adozione, da parte del CdA del Fondo Pensione di Gruppo, delle modifiche statutarie stabilite dalle Fonti Istitutive (ad esclusione di quanto già previsto dagli Statuti dei vecchi Fondi Pensione per quanto riguarda le norme relative a prestazioni e contribuzioni);
=> la possibilità, del tutto volontaria*, di aderire ad una proposta di capitalizzazione della rendita residua, per quanto riguarda i pensionati,

e successivamente, valutato l’esito della capitalizzazione delle prestazioni pensionistiche,

=> la possibilità, per gli attivi, anch’essa del tutto volontaria*, di valutare l’adesione ad una proposta di trasformazione del proprio regime previdenziale da capitalizzazione collettiva/prestazione definita in quello a capitalizzazione individuale, attraverso il conferimento, a favore di una propria posizione individuale presso la Sezione II (“Sezione a Contribuzione”) del Fondo Pensione di Gruppo, di un “capitale di mobilità” (cosiddetto “zainetto”). Nell’eventuale passaggio alla Sezione II viene mantenuta la stessa aliquota di contribuzione aziendale ed individuale prevista attualmente nelle Sezioni I; calcolata sull’imponibile TFR e fino al raggiungimento del primo requisito utile ai fini INPS.

(*restano impregiudicati i trattamenti già in godimento dei pensionati che non si avvalgano della facoltà di capitalizzare la rendita, così come gli eventuali futuri trattamenti pensionistici degli iscritti attivi che non si avvalgano della facoltà di trasformazione del proprio regime previdenziale da capitalizzazione collettiva/prestazione definita in quello a capitalizzazione individuale)

Negli accordi relativi ai singoli Fondi Pensione sono evidenziate due tabelle, una per la capitalizzazione dei pensionati e l’altra per il “capitale di mobilità” degli attivi, definite sulla base di “profili tipo” e da intendersi meramente indicative.

Ogni iscritto riceverà, nel corso del 2020, una proposta con l’ammontare effettivo dell’offerta individuale, che terrà conto delle specifiche caratteristiche di ciascun interessato (tipologia, età, genere, pensione, eventuale reversibilità, ecc.) e dipenderà dal livello di patrimonializzazione del rispettivo Fondo Pensione e dalle capacità di redditività dello stesso.

Per quanto riguarda i pensionati, l’erogazione dell’importo complessivo relativo alla capitalizzazione, avverrà in una o più tranche, la prima di importo definito sulla base della liquidabilità ad una determinata data degli asset patrimoniali del rispettivo Fondo Pensione, le eventuali successive, di importo variabile in funzione di alcuni fattori:

1. percentuale di adesione al piano di capitalizzazione;
2. effettivo valore di realizzo sul mercato dello smobilizzo delle attività patrimoniali del rispettivo Fondo Pensione.

In esito della capitalizzazione delle prestazioni pensionistiche ed in presenza per ciascun Fondo Pensione delle rispettive disponibilità patrimoniali necessarie, si procederà con la proposta rivolta agli attivi di trasformazione del proprio regime previdenziale da capitalizzazione collettiva/prestazione definita in quello a capitalizzazione individuale, attraverso il conferimento in
una propria posizione individuale presso la Sezione II (“Sezione a Contribuzione”) del Fondo Pensione di Gruppo, di un complessivo “capitale di mobilità” (cosiddetto “zainetto”) .

Tale conferimento avverrà in una o più tranche, la prima (con decorrenza dal mese successivo a quello di effettuazione della prevista conciliazione**) di importo definito sulla base della liquidabilità ad una determinata data degli asset patrimoniali del rispettivo Fondo Pensione, le eventuali successive di importo variabile, in funzione dell’effettivo valore di realizzo sul mercato dello smobilizzo delle attività patrimoniali del rispettivo Fondo Pensione.

Il processo di capitalizzazione dei pensionati e, successivamente, di “zainettatura” degli attivi tiene conto:
=> da una parte – del principio che, ad una ipotetica adesione totale, deve corrispondere il completo esaurimento del patrimonio del Fondo stesso;
=> dall’altra – della garanzia, per chi deciderà di non aderire, del mantenimento del patrimonio necessario al pagamento delle pensioni maturate e maturande.

(**Capitalizzazione e “zainettatura” si perfezioneranno attraverso l’effettuazione di conciliazioni individuali presso la Commissione di Conciliazione prevista dal CCNL ABI)

Tutto il processo di riforma del sistema di previdenza complementare del Gruppo Unicredit, previsto negli accordi del 12 settembre 2019, andrà in attuazione se gli iscritti ai vari Fondi Pensione ed al Fondo Pensione di Gruppo*** approveranno il processo di confluenza nel Fondo Pensione di Gruppo.

(***le modifiche statutarie sottoposte all’approvazione dell’Assemblea Straordinaria del Fondo Pensione di Gruppo sono consultabili nel documento “Relazione del Consiglio di Amministrazione sulle modifiche statutarie da sottoporre all’approvazione dell’Assemblea Straordinaria degli iscritti e della Capogruppo”, reperibile seguendo il percorso: www.fpunicredit.eu – comunicazione istituzionale – votazioni Ass. Straordinaria 2019 – relazione a cura del CdA)

La FISAC/CGIL ritiene che, l’obiettivo di confluenza in un unico Fondo Pensione di Gruppo, rivesta significativa importanza nell’ottica generale di miglioramento dell’efficienza e della sostenibilità del trattamento previdenziale complementare. Gli accordi sottoscritti garantiscono completamente i diritti e le prerogative degli iscritti, siano essi attivi o pensionati; per questo riteniamo importante approvare questa riforma attraverso il voto favorevole nei prossimi referendum.

^^^Come Fisac/Cgil, in esclusivi documenti, abbiamo analizzato ogni singolo Fondo Pensione, le eventuali modifiche statutarie previste e la proposta di capitalizzazione dei pensionati e “zainettatura” degli attivi.

Milano, 25 ottobre 2019
La Segreteria Gruppo Unicredit
Fisac/Cgil

NB: le note di approfondimento relative ai singoli fondi sono in area collegamenti

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