Che sia davvero una libera scelta

Che sia davvero una libera scelta

La Capogruppo Unicredit, con sua lettera del 01/02/2018, ha comunicato alle Organizzazioni Sindacali di Gruppo la sua decisione – adottata unilateralmente – di attivare, nel secondo trimestre 2018, una iniziativa di incentivazione alle dimissioni volontarie rivolta ai/alle colleghe/i, con anzianità superiore ai cinque anni nel Gruppo, appartenenti alla C.O.O. Area (principalmente UBIS e BT), non in possesso dei requisiti per accedere al Pensionamento diretto o al Fondo di Solidarietà Straordinario.

L’azienda riferisce che l’offerta sarà rivolta a tutti i dipendenti appartenenti al citato perimetro della C.O.O. Area con l’esclusione delle competence line di governance holding e di alcune strutture e figure IT con particolari competenze specialistiche. L’offerta aziendale punta a raggiungere un massimo di 100 adesioni per poi procedere ad altrettante assunzioni.

Questa iniziativa ci vede assolutamente critici perché si delinea, pericolosamente, l’individuazione di un perimetro professionale all’interno del quale l’azienda ritiene di poter rinunciare, dall’oggi al domani, a professionalità e competenze consolidate.
Ciò può far presupporre che l’azienda stia preparando il terreno per procedere ad ulteriori delocalizzazioni/dismissioni di attività; pertanto riteniamo che quantomeno le prospettate assunzioni debbano essere effettuate nel medesimo perimetro, al fine di mantenere all’interno del Gruppo tali lavorazioni e il relativo personale addetto.

Questo intervento che potrebbe apparire, da una prima superficiale analisi, trasparente e gestito con parametri uguali per tutti, in realtà si configura come una indebita invasione della sfera personale del collega, perché il licenziarsi senza alcun ammortizzatore sociale o “paracadute” di sorta espone ad evidenti pericoli.

Quindi la decisione deve rimanere assolutamente libera e maturata con la piena consapevolezza di poter far fronte al futuro proprio e della famiglia.

Si tratta di un’iniziativa assolutamente diversa dal “Piano Giovani”, che prevede l’uscita volontaria di colleghe/i verso il Pensionamento diretto o il Fondo di Solidarietà Straordinario, in quanto in questo caso ci troviamo di fronte a Lavoratori e Lavoratrici che – anche in considerazione dello scenario di crisi economica e di un mercato del lavoro complesso, frammentato e con sempre meno tutele – una volta usciti dal Gruppo non avranno alcun sostegno economico e dovranno confrontarsi con un mercato del lavoro che considera già obsoleti i quarantenni.

Inoltre appare assolutamente poco chiaro l’obiettivo prefissato dall’azienda (100 dimissioni), numero ben superiore anche al normale turn over annuale riferito al perimetro, che insiste ulteriormente sul già alto numero di adesioni volontarie all’esodo, obbligando quindi tutto il personale di UBIS a subire l’ennesima ristrutturazione organizzativa, con tutto ciò che comporta.

Pertanto potremmo trovarci di fronte a indebite e del tutto inammissibili pressioni volte a far “spintaneamente” aderire il collega. Nell’assoluto rispetto delle scelte individuali del singolo, la Fisac/CGIL di UBIS invita tutti/e i lavoratori/trici a segnalare qualunque tipo di eventuale forzatura/pressione e a rivolgersi alle stesse per l’assistenza del caso.

Nel prossimo incontro di Gruppo, previsto dall’accordo sul Piano Industriale sull’organizzazione del lavoro, che verterà su Ubis, chiederemo che l’A.D. Tonella ci illustri chiaramente e puntualmente le strategie di Ubis relative allo sviluppo IT a supporto della rete commerciale, e le prospettive complessive e di lungo termine di tutte le funzioni della nostra Società Consortile !!!

Milano, 19 Febbraio 2018
La Segreteria di Coordinamento Fisac/CGIL di UBIS

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