Tesorerie, quale futuro?

Tesorerie, quale futuro?

Venerdì 17 febbraio, ci è stato presentato dall’Azienda il Focus Organizzativo/Produttivo sul Public Administration Italy, con gli impatti dei trasferimenti di attività del progetto iPC. Longobardi, in video conferenza da Roma, ha fatto “il punto” sulla situazione delle Tesorerie dove al 31 dicembre 2016 lavoravano 287 persone; con le uscite già previste e, con quelle che probabilmente ci saranno a seguito del nuovo piano esodi, si avrà un notevole ridimensionamento degli organici con notevoli ripercussioni sulla qualità della vita lavorativa.

Prosegue, inoltre, il progetto IPC , che vede il lavoro delle tesorerie quale unica sostanziale attività di back office che avrà la specializzazione in Italia.
Verranno spostate attività da Trento e Palermo a Roma, dove si libereranno risorse a seguito della delocalizzazione di attività in Romania.

Purtoppo, in questo ennesimo “girovagare delle tesorerie” non percepiamo niente di nuovo, non vediamo nessuno sviluppo in questo Settore, anzi rileviamo molte criticità. Il Tesoriere, ovvero UniCredit Spa, sembra non essere interessato a implementare gli Enti a cui offrire il servizio di Tesoreria e dall’altro lato Ubis sembra voler accentrare tutto in unico Polo, quello di Roma, dopo aver rocambolescamente fatto girare il lavoro di Tesoreria da un Polo ad un altro (Torino – Trento, ma anche Perugia – Modena ecc…).

Non sono state spostate le persone (se non per attraversare l’Italia per andare in altra città a “imparare” del lavoro nuovo), però le professionalità specifiche sono state praticamente azzerate, creando forti disagi, anche in termine di stress nei Poli coinvolti dal progetto iPC, per i continui cambiamenti e trasferimenti che hanno portato ad una disorganizzazione ormai cronica.

Abbiamo evidenziato come sia fortemente preoccupante anche lo sfasamento tra il momento in cui viene rilasciato il lavoro da un Polo e il momento in cui ci saranno tutte le risorse necessarie e formate nel Polo che riceve, considerando la contemporaneità con le uscite per esodi/pensionamenti.

A tutto questo aggiungiamo la ricerca spasmodica di automazione, con l’ultimo (ma non sarà l’ultimo) tentativo fallito di “robotizzare le attività manuali consecutive”.

La formazione prevista per coloro che saranno adibiti a queste attività, verrà erogata, a differenza di altre volte, con adeguati corsi in aula.

L’Azienda dichiara che tutti gli SLA di Tesoreria sono stati raggiunti e superati……

Noi dichiariamo che non sono solo gli SLA che misurano il livello di servizio, sono le PERSONE DI UBIS che danno il livello di servizio, toglietevi le cuffie ed ascoltatele!

CAR SHARING

Ubis ha sperimentato nel 2016 l’utilizzo delle black box nelle auto aziendali, analizzando diversi fornitori e valutando risultati, costi e benefici.Il dispositivo verrà esteso a tutte le circa 80 vetture in dotazione, nell’interesse dell’Azienda (miglior gestione del parco macchine) e dei colleghi utilizzatori (maggior sicurezza).

Si utilizzerà una app da smartphone simile a quella in uso per il car sharing.
I dati non saranno leggibili da nessuno all’esterno di Ubis e a breve dovremo discutere circa un accordo ai sensi dell’art. 4 dello statuto dei lavoratori (controllo a distanza).

Le Segreterie di Coordinamento delle OO.SS. di UBIS
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – SINFUB – UGL – UILCA – UNISIN
Milano, 22 febbraio 2017

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