UCCMB: lettera aperta a Federico Ghizzoni A.D. di Unicredit S.p.A.

Egregio Amministratore,

ci rivolgiamo a Lei in quanto riteniamo che sia uno dei principali artefici del progetto di cessione della maggioranza del pacchetto azionario di UniCredit Credit Management Bank SpA.

A seguito della nostra richiesta di informativa su tale progetto, il 22 c.m. – in sede di incontro tecnico relativo all’applicazione dell’Accordo 28.06.2014 sulle ricadute del Piano 2018 – i Rappresentanti della Capogruppo ci hanno confermato che il 16 luglio si è chiusa la fase di raccolta delle “offerte vincolanti per l’acquisizione della maggioranza delle quote azionarie di UCCMB”, precisando che, a differenza di quanto comparso sulla stampa, nessuna offerta è al momento in posizione diversa rispetto alle altre ed assicurando che, non appena vi saranno ulteriori novità in materia, provvederanno ad informare le Organizzazioni Sindacali.

Le è sicuramente nota la posizione di contrarietà a qualsiasi ipotesi di cessione di UCCMB (sia dei portafogli gestiti, sia dell’attività svolta) sostenuta dalle OO.SS. di Gruppo DIRCREDITO, FABI, FIBA/CISL, FISAC/CGIL, SINFUB, UGL Credito, UILCA e dai Coordinamenti Aziendali Sindacali di UCCMB fin dal 17 ottobre 2013, quando il C.d.A. di UniCredit ha deliberato l’avvio di uno studio di fattibilità “per favorire nuove opportunità di crescita organica per l’azienda nel mercato extra-captive e valutare manifestazioni d’interesse da parte di soggetti esterni per i portafogli gestiti nonché per l’attività svolta”.

Al riguardo, da quando Lei, nell’ambito dell’illustrazione del Piano Strategico 2018 di UniCredit ha evidenziato la possibile cessione di UCCMB e, successivamente, ha reso pubblica la raccolta di manifestazioni d’interesse non vincolanti da parte di “investitori internazionali”, come Organizzazioni Sindacali – preso atto che lo studio di fattibilità si era concluso ed era diventato progetto da perseguire – abbiamo intrapreso una prima serie di iniziative di sensibilizzazione e di mobilitazione a sostegno della posizione nostra e dei Colleghi/e interessati/e (volantini aziendali e di gruppo, assemblee, sciopero dei dipendenti di UCCMB del 9 maggio, presidi, interventi presso il Ministero dell’Economia).

A questo punto, pur ribadendoLe la nostra contrarietà alla vendita e continuando a sottolineare che l’ipotesi di cessione di UCCMB pare priva di reali ragioni di natura industriale e rispondere più a logiche interne al top management, considerando che il C.d.A. di UniCredit si troverà in queste settimane a dover valutare le cinque offerte pervenute, crediamo che gli Amministratori debbano soppesare non solo gli aspetti economici delle offerte e le loro logiche industriali, ma anche: l’interesse pubblico di questo asset; le reali prospettive future dei singoli progetti; la tutela di un servizio di qualità a favore del Gruppo (che esternalizzerà al vincitore dell’asta l’attività di gestione dei crediti problematici fino a 1 milione di €); gli interessi della compagine aziendale di UCCMB, intesa come Personale di ogni ordine e grado.

In tal senso, come OO.SS. ricordiamo come in tutte le precedenti occasioni in cui la Capogruppo ha deciso operazioni di scorporo, cessione di attività o altro (ad esempio, con 2S banca, HSSC, ABAS e VTS), ferma restando la contrarietà sindacale a far uscire dal Gruppo significative quantità di Colleghi professionalizzati e di attività importanti, abbiamo sempre ricercato e trovato il modo di tutelare il Personale interessato da tali operazioni, tramite i cosiddetti «accordi di armonizzazione». Come è tradizione nelle Relazioni Industriali del Gruppo.

In tali accordi, oltre alla regolamentazione/mantenimento di tutti gli aspetti contrattuali di tipo economico e normativo (in primis l’applicazione del CCNL ABI), del cosiddetto “welfare aziendale”, e di soluzioni gestionali finalizzate ad evitare la mobilità territoriale (la cosiddetta multipolarità), si è sempre garantita un’adeguata tutela occupazionale di rientro nel Gruppo, collegata in particolare, ma non solo, al vincolo di committenza delle nuove aziende con il Gruppo UniCredit.

Invitiamo pertanto Lei e, tutti nostri Amministratori, quando valuterete le offerte vincolanti presentate, a tener nel dovuto conto questa tradizione ed impostazione di responsabilità sociale/sindacale che presuppone una certa consapevolezza anche da parte del potenziale cessionario.

Alla luce delle sue recenti affermazioni al riguardo: “L’operazione dovrebbe concludersi entro l’anno, non so se a settembre o a novembre”, Le ricordiamo che la relativa procedura contrattuale – applicabile anche alla fattispecie di “cessione del pacchetto azionario di controllo dell’impresa” – è attivabile solo dopo la deliberazione della cessione ed ha una durata di 50 giorni: sarebbe pertanto opportuno, tenendo conto anche della delicata fase di rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro, dare indicazione per un immediato coinvolgimento delle organizzazioni sindacali.

Milano, 1 agosto 2014

Le Segreterie di Gruppo UniCredit e la Segretaria di Coordinamento UCCMB
Dircredito Fabi Fiba/Cisl Fisac/Cgil Sinfub Ugl Credito UilCA

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