L’ennesimo tentativo aziendale per non disturbare il MANOVRATORE

Giovedì scorso (21 febbraio) le Rappresentanze Sindacali di UBIS sono state convocate per esperire il tentativo di conciliazione, dopo l’avvio della procedura in materia di sciopero contro il Programma NEWTON.

ABI riteneva di non dover procedere con la Conciliazione perché nel frattempo UBIS aveva consegnato alle OOSS (il 20 febbraio alle ore 16,53) la lettera di avvio della procedura di legge per lo scorporo del ramo d’azienda INVOICE MANAGEMENT, 112 lavoratori e lavoratrici divisi tra Trieste e Roma, sostenendo che per tutta la durata della procedura, non è consentito alle parti di mettere in campo iniziative di mobilitazione legate a questo tema.

E’ solo una sospensione temporanea, il prossimo 8 marzo ci sarà il primo incontro della suddetta procedura. L’azienda sappia che anche in quella sede porteremo con forza le ns. argomentazioni che vedono nel progetto NEWTON l’inizio di una smobilitazione progressiva e generale di UBIS e foriero di conseguenze drammatiche per i/le lavoratori /trici coinvolti/e.

Non ci convince il piano industriale, visto che non è mai stato presentato dettagliatamente, se non con le solite parole d’ordine dell’innovazione e delle prospettive dei mercati non captive, se l’esempio è ES-SSC che a circa un anno è ancora all’interno del processo di migrazione delle piattaforme informatiche e che secondo dichiarazioni aziendali ancora non ha clienti, e delle attività trasferite in Polonia, non siamo messi bene….

Non si può fare impresa, scaricando il rischio solo sui Lavoratori coinvolti in primis e su tutti quelli del Gruppo, perchè queste operazioni, come più volte denunciato dalle scriventi OO.SS., non diminuiscono i costi, ma li aumentano peggiorando la qualità dei servizi offerti.

Negli anni questo gruppo dirigente, composto da managers che provengono da altre realtà, spesso da quelle stesse aziende che partecipano allo smembramento pianificato della nostra, impongono logiche industriali che poco hanno a che fare con la storia, anche questa in via di liquidazione, di Unicredito. Managers che hanno depauperato le professionalità interne al gruppo, scegliendo pletoriche società di consulenza che non hanno migliorato la qualità dei servizi forniti, vedi il caso della migrazione Bank Austria ad Eurosig svolta da primaria azienda di consulenza.

Tutto questo ha comportato che il rapporto di fiducia tra Azienda e Lavoratori è ormai ai minimi storici, le parole come etica e partecipazione assi fondanti del Gruppo, prima ancora di UBIS, sono state travolte dall’ossessiva riduzione dei costi, da un piano di esternalizzazioni che continuiamo a considerare avventato e deleterio.

Dopo quattro ore discussione la commissione di conciliazione si è espressa sospendendo e non annullando la procedura di sciopero. Come detto questa è solo una breve sospensione, nel periodo ci confronteremo sui tavoli sindacali con le parti aziendali nella procedura e proseguiremo i confronti con i Lavoratori di Ubis per una costante e chiara informativa, perchè al termine della moratoria… da quel momento siamo pronti a riscendere in campo con i Lavoratori !!!

Milano 26 Febbraio 2013

Coordinamenti Aziendali UBIS
Dircredito Fabi Fiba/Cisl Fisac/Cgil Sinfub Ugl Credito UILCA

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