UN NO FORTE E DECISO

UN NO FORTE E DECISO

Ristrutturazioni, esternalizzazioni, disorganizzazione, carenze di organico, pressioni commerciali, eliminazione delle norme relative agli inquadramenti della banca!
ORA BASTA!!!

Le OOSS hanno avviato le procedure per uno

=> SCIOPERO IN TUTTE LE AZIENDE DEL GRUPPO

Venerdì 2 settembre le scriventi OO.SS. hanno incontrato l’Azienda, alla presenza del COO Paolo Fiorentino che ha confermato l’esternalizzazione dello SSC, attraverso la cessione di attività e di lavoratori ad una Newco partecipata da UBIS (nuovo consorzio) al 49% e da Hewlett Packard (HP) al 51%.

La decorrenza sarà 1^ novembre 2011 e i colleghi coinvolti saranno 230, tutti appartenenti a UCBP, esclusi gli addetti ai mutui e ad altri servizi che saranno specificati successivamente.

L’Azienda ha ribadito le motivazioni dell’operazione che ancora una volta non sono apparse convincenti: in particolare per le prospettive e il futuro occupazionale e professionale dei lavoratori interessati. L’operazione si presenta come una scommessa sulla pelle dei colleghi, considerati unicamente come costi da eliminare.

E’ stato inoltre esplicitato che questa è solo la prima esternalizzazione, altre sono allo studio, sempre nell’ottica della riduzione dei costi e con l’obiettivo di fare efficienza.
A quali altri colleghi toccherà quindi prossimamente di essere espulsi dal gruppo verso altre società e altri contratti di lavoro?

E’ un atto grave di discontinuità nel rapporto con il personale, nelle modalità di gestione delle problematiche aziendali e delle relazioni industriali. Si tratta di una operazione che mina il senso di appartenenza dei dipendenti – tutti, non solo quelli direttamente coinvolti – verso il gruppo, in un momento difficile in cui sarebbe invece necessario procedere in senso inverso, creando motivazione, consapevolezza e responsabilità.

Quella di SSC, poi, è un’operazione che
mette in discussione il CCNL sul tema dell’area contrattuale e smentisce l’accordo del 18 ottobre 2010, attraverso il quale il sindacato si era assunto importanti responsabilità, in un momento di grave crisi della governance aziendale.

E’ anche un’ operazione estemporanea, fuori da un piano complessivo che affronti la situazione di difficoltà del gruppo, determinata dal persistere della crisi economica e finanziaria e dalle politiche sbagliate perseguite dall’azienda.

Il Gruppo pare navigare a vista, mettendo in campo ristrutturazioni continue in diverse società, con l’unico obiettivo di tagliare i costi e il personale, senza un disegno organizzativo e produttivo chiaro che lo rilanci. Specchio di tutto ciò è
questa operazione, ma non è diversa l’ennesima riorganizzazione della banca unica (decisa ad appena otto mesi di distanza dall’avvio di ONE4C), senza dimenticare la crescente disorganizzazione, l’incapacità di ridurre e razionalizzare la struttura organizzativa e i livelli manageriali, i tagli degli organici nella rete e delle professionalità di chi è a contatto diretto con il cliente, mentre proliferano i centri di comando e le consulenze, le pressioni commerciali continue e inaccettabili, l’eliminazione del sistema inquadramentale della rete, determinato dal rifiuto dell’azienda di acconsentire ad una proroga degli inquadramenti in corso, in attesa di poter chiudere la trattativa sull’argomento.

***
Contro questa situazione ormai insostenibile le OOSS hanno avviato
– venerdì 2 settembre –
le procedure per l’effettuazione di uno sciopero in tutto il gruppo
***

L’azienda ha la responsabilità delle scelte strategiche, ed è libera di cambiare linea nelle relazioni con i dipendenti e il sindacato: non si può che prenderne atto.
Ma senza dipendenti coinvolti e motivati, e senza il sindacato, UniCredit non andrà da nessuna parte!

Milano 5 settembre 2011

Segreterie di Coordinamento di UniCredit Group
Fabi Fiba/Cisl Fisac/Cgil Sinfub Ugl Credito Uilca

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