PRESENTATO IL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE DEL GRUPPO UNICREDIT IN ITALIA

PRESENTATO IL PIANO DI RIORGANIZZAZIONE DEL GRUPPO UNICREDIT IN ITALIA

in data odierna l’azienda ha presentato alle scriventi OO.SS. il Piano di Riorganizzazione delle attività italiane del Gruppo.

Questo piano è determinato dalla fusione denominata “One4C” (di cui tutti i colleghi sono a conoscenza e già illustrata in precedenti comunicati) e dalla necessità per l’azienda di ridurre i costi a seguito del negativo andamento dei conti aziendali e nello specifico del perimetro Italia.

Il Piano, in estrema sintesi, prevede nel triennio 2011-2013, il congelamento delle dinamiche di aumento del costo del personale (circa 422 milioni) attraverso l’individuazione di un esubero di 4.700 FTE (Full Time Equivalent), di cui 600 derivanti dal congelamento delle uscite del 1° luglio al Fondo di Solidarietà.
Secondo l’Azienda il numero degli esuberi fa riferimento all’ipotesi di uscita del personale con diritto a pensione. Il numero degli esuberi potrebbe aumentare qualora venisse coinvolto personale con anzianità minore.

Sempre secondo l’Azienda, altre leve per la riduzione dei costi sono:

– Mobilità mansionistica e/o territoriale;
– Nuove professionalità e flessibilità per i nuovi ingressi e per specifiche attività, secondo quanto già previsto dall’art. 23 del CCNL;
– Revisione complessiva degli attuali assetti inquadramentali.

Fermo restando che ulteriori approfondimenti e dettagli verranno forniti all’avvio della procedura contrattuale il 10 settembre p.v., rispetto ai quali vi relazioneremo in seguito, le scriventi OO.SS. hanno espresso queste prime valutazioni:

– Il negativo andamento aziendale è stato determinato, oltre che dalla crisi economica, anche da politiche commerciali molto aggressive che l’Azienda ha praticato e che abbiamo sempre denunciato e mai condiviso;
– Il piano prevede un consistente taglio dei costi, ma manca di una esplicita politica di crescita dei ricavi;
– La riduzione dei costi dovrà ispirarsi a criteri di equità e trasparenza. Ciò significa che il Management del Gruppo dovrà fare la sua parte e dare l’esempio, e che anche le altre attività internazionali del Gruppo dovranno contribuire.
– Il taglio dei costi non potrà avvenire attraverso delocalizzazioni di attività italiane; l’Azienda ha già condiviso con noi questo punto;
– Anche le politiche sui sistemi incentivanti dovranno essere rese coerenti con lo scenario e la riduzione dei costi;
– Il numero complessivo degli esuberi comunicatoci oggi dall’Azienda non è mai stato prima di oggi esplicitato e tantomeno condiviso dalle scriventi OO.SS.. – Abbiamo rimarcato la necessità di mantenere in essere la prassi consolidata di consenso e volontarietà in caso di esodo incentivato;
– In ogni caso le OO.SS. hanno rimarcato la necessità di sostenere la rete commerciale con nuove assunzioni e confermare la politica di multipolarità seguita in questi anni;
– Gli interventi richiesti dall’Azienda dovranno rientrare nell’ambito dell’attuale CCNL.

L’Azienda ha confermato, pur nelle difficoltà del momento, la solidità del Gruppo e la disponibilità a proseguire nel dialogo con le OO.SS. nel solco della tradizione consolidata per ricercare soluzioni condivise.

Da parte nostra, prendendo atto delle disponibilità aziendali, abbiamo rimarcato la necessità che la trattativa che si aprirà a settembre rispetti le priorità sindacali espresse nel corso dell’incontro odierno.



Milano, 4 agosto 2010



Le Segreterie di Gruppo di UniCredit Group
Fabi Fiba/Cisl Fisac/Cgil Silcea Sinfub Ugl Credito Uilca

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