ASSUNZIONI: se non ora, quando?

ASSUNZIONI: se non ora, quando?

L’incontro svoltosi in Capogruppo lo scorso 2 febbraio, che aveva all’ordine del giorno le problematiche occupazionali in UniCredit, è stato un importante momento di verifica congiunta tra Azienda e OO.SS. circa l’applicazione dell’accordo 4 dicembre 2008, in particolare su assunzioni e mobilità infragruppo.

Nell’occasione ci sono stati forniti i dati, che di seguito riportiamo, relativi ai passaggi di personale da un’azienda all’altra, riferiti al 2009:

1) Trasferimenti da retail piazze calde e da altre aziende verso retail piazze fredde: 171 effettuati e 25 da farsi entro il prossimo mese di marzo;
2) Trasferimenti all’interno del retail da piazze fredde verso altre piazze fredde: totale 184, di cui 86 effettuati e 98 da farsi entro il prossimo mese di marzo. Rientrano all’interno di questi trasferimenti 26 colleghi ex Delta 2, in situazione di particolare disagio personale/familiare, rientrati in Lazio (10), Sicilia (15) e Calabria (1)
3) Trasferimenti offerti, ma non accettati dagli interessati: 21.

In merito alle assunzioni, finalizzate a sostenere la rete, l’Azienda ha confermato che lo scorso mese di gennaio si sono completati i primi 200 ingressi previsti per il 2009, destinati quasi esclusivamente a UniCredit Banca e UniCredit Banca di Roma.
Per quanto riguarda le ulteriori 200 assunzioni previste per gennaio 2010, la Capogruppo ha comunicato che procederà, ma in tempi diversi e più lunghi di quelli stabiliti dall’accordo 4/12/2008.
Più in dettaglio, l’Azienda prevede di effettuare 50 assunzioni entro la primavera, un certo numero, non meglio precisato, di stagionali da giugno e per il periodo estivo, le restanti nel secondo semestre dell’anno.
A sostegno della propria posizione l’Azienda ha portato come motivazioni:

1) L’aumento di costi che sarebbe derivato dal ritardo con cui i processi di multipolarità (cioè il trasferimento di colleghi da ex banche a società sulle piazze calde) si sono conclusi;
2) I rilevanti oneri derivanti dall’aver accolto le ulteriori 2200 domande di adesione al Fondo Esuberi, in aggiunta alle 5000 previste nel 2007;
3) I minori risparmi conseguiti, rispetto a quelli ipotizzati, a causa del ridotto numero di adesioni al pensionamento incentivato pervenute dopo la riapertura dei termini operata dall’accordo 4/12/08 sulle piazze calde;
4) Il quasi totale azzeramento del turn over nel corso del 2009 (100 uscite a fronte di una media di 700/800 degli anni precedenti).

La proposta dell’Azienda, che peraltro ha dichiarato di condividere l’esigenza rappresentata dal Sindacato di rafforzare l’area esecutiva delle filiali (addetti alla cassa e allo sportello), è del tutto inaccettabile, perché rimanda a domani la risposta ad un problema che è di oggi.
A nessuno, infatti, può sfuggire che la pesante riduzione di personale, conseguente alle uscite per esodo avvenute con decorrenza 1/1/2010, sommate a quelle che si realizzeranno nel prossimo mese di luglio (in tutto circa 2400 persone, gran parte delle quali dalle banche retail), ha messo letteralmente in ginocchio molti sportelli.
Inoltre, i livelli di straordinario in sensibile aumento, le chiusure sempre più frequenti e improvvisate di agenzie, la forte mobilità di personale all’interno delle Direzioni Territoriali in funzione “tappabuchi”, il mancato accoglimento dei part-time in alcune zone del Paese, testimoniano una situazione ormai insostenibile che condiziona inevitabilmente e in misura oltremodo negativa la qualità del servizio reso alla clientela.
Di contro, l’annunciato progetto One4C, che prevede entro la fine del 2010 la costituzione di una banca unica, non può certo rappresentare l’alibi per non affrontare i problemi che oggi sono sotto gli occhi di tutti, anzi rendono impellente l’adozione di misure adeguate in tempi brevissimi.
Le OO.SS. hanno pertanto respinto con determinazione l’impostazione aziendale, sia nel merito che nelle motivazioni, hanno chiesto che si proceda immediatamente alle 200 assunzioni concordate, che si provveda a sostituire il personale assente per lunghi periodi (malattie, maternità…), che venga attivato un processo volontario di mobilità infragruppo e venga rivisto il concetto di “piazza calda” poiché, se riferito alla sola rete, non è più sostenibile.
A questo riguardo abbiamo proposto che venga effettuata, tramite Portale, una rilevazione tra il personale per verificare, anche alla luce della prossima costituzione della banca unica e dell’ evoluzione che ne deriverebbe, le eventuali sopraggiunte disponibilità ad una ricollocazione in rete, specificando quali ruoli necessitino di essere ricoperti.
La risposta dell’Azienda – complessivamente NEGATIVA – non si è fatta attendere ed è così riassumibile:

1) Conferma della precedente posizione in merito alla tempistica con cui si procederà alle assunzioni
2) Nessun obbligo da parte dell’azienda di sostituzione delle lunghe assenze
3) Disponibilità a valutare la proposta sindacale per incentivare la mobilità infragruppo.
4) Disponibilità ad individuare, all’interno delle strutture di governo/supporto, persone disponibili a ricoprire il ruolo di cassiere in piazze fredde.
5) Nessuna disponibilità in questo momento a rivedere il concetto di “piazza calda”.

In chiusura di giornata abbiamo quindi rilasciato una dichiarazione di fortissima insoddisfazione.
L’intersindacale di Gruppo è ora impegnata a valutare ogni iniziativa utile che possa essere intrapresa a sostegno delle proprie richieste.
Un prossimo importante appuntamento è stato fissato per il 26 febbraio, quando i Segretari Nazionali e di Gruppo incontreranno i vertici di UniCredit.
Sarà quella l’occasione per chiedere ai massimi livelli dell’Azienda chiarezza di prospettive in merito al futuro del Gruppo e scelte strategiche e organizzative coerenti con le dichiarazioni, anche per evitare che possano prevalere tra i lavoratori senso di disorientamento e di insicurezza.


Le delegazioni di gruppo
FABI FIBA/CISL FISAC/CGIL SILCEA UGL Credito UIL.CA



Milano 18 febbraio 2010

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