[vol. 10] NELL ’ INCERTEZZA L ‘ ANSIA AUMENTA: OCCORRE CHIAREZZA

[vol. 10] NELL ’ INCERTEZZA L ‘ ANSIA AUMENTA: OCCORRE CHIAREZZA

Nella giornata suindicata è proseguito il confronto previsto dalla procedura ex. Art.15 CCNL sulle ricadute derivanti dalla riorganizzazione di UCCB. Preliminarmente abbiamo ribadito all’Azienda l’esigenza di adottare fin da subito le seguenti iniziative:

– è necessario che nella comunicazione ai colleghi/e, ora per i Rdf e poi per i gestori e gli assistenti ci sia un’attenzione alla “persona”: la comunicazione da parte del superiore diretto unitamente ai HR deve essere trasparente sui criteri di scelta. Non può e non deve essere una formalità;
– deve essere data la possibilità di proporsi a coloro che volontariamente intendono essere impiegati nelle nuove strutture, tramite richiesta da presentare direttamente al proprio superiore gerarchico;
– devono essere soddisfatte le richieste volontarie di mobilità infragruppo;
– vanno attivati al più presto i “tavoli locali” (RSA – HR MERCATO): è lì che sono più facilmente risolvibili molteplici criticità.

Nel prosieguo dell’incontro ci è stata comunicata la definitiva struttura della rete: le filiali saranno 124 (rispetto alle attuali 257) e le dipendenze saranno 173. Rispetto all’informativa presentataci precedentemente sono state fatte numerose variazioni: diversa “grappolatura” delle dipendenze, filiali riclassificate dipendenze e viceversa
I gestori saranno circa 900 (rispetto agli attuali.1.300 ca.): il numero preciso ci sarà comunicato nel prossimo incontro, previsto per il 12 ottobre, quando saranno definiti esattamente i perimetri della riportafogliazione.
Verrà inoltre istituito in molte dipendenze, ma non in tutte, il nuovo ruolo di “coordinatore di team”, che oltre a gestire uno specifico portafoglio avrà anche altri compiti ancora in corso di definizione.
Le nuove strutture
EFO e AQM (presenti in ogni area) vedranno l’impiego di oltre 500 colleghi/e; le mansioni per l’EFO sono quelle già indicate ad agosto, mentre per gli AQM è allo studio un ampliamento dei compiti riguardanti i crediti: potrebbe configurarsi il ritorno alle “storiche” segreterie fidi.
Un’altra novità è che l’Azienda ritiene di potere costituire nelle grandi città queste nuove strutture concentrando le risorse in un’unica unità logistica:
in ogni caso ci è stato confermato che non ci sarà mobilità al di fuori del comune attuale di lavoro.
I 5 poli creditizi ( uno per ciascun mercato) occuperanno ciascuno 15/20 colleghi/e (non è ancora stabilito se il polo creditizio di Roma avrà anche un distaccamento a Palermo).
Alla luce delle nuova struttura
le ricadute interesseranno circa 800 lavoratrici/lavoratori della rete.
Il piano di esodo attualmente in essere prevede l’uscita a gennaio 2010 di ca. 200 risorse, situate principalmente nei CEM..
Oltre a queste uscite, già programmate,
l’Azienda ha parlato per la prima volta di “esuberi veri”: circa 200/300, persone per le quali al momento non è prevista alcuna collocazione lavorativa. Per far fronte a questa criticità l’Azienda sta studiando diverse soluzioni per un loro utilizzo nell’ambito della customer care, della gestione dei portafogli a bassa redditività e dello smaltimento degli arretrati amministrativi.
Inoltre su alcune piazze potrebbe prospettarsi la
possibilità di cessioni di ramo d’azienda all‘interno del Gruppo, che a detta della controparte potrebbero coinvolgere complessivamente ca. 80 colleghi/e.

Questa illustrazione aziendale cambia in modo preoccupante, per l’ennesima volta, le carte in tavola. Allo luce di ciò le OO.SS. manifestano la loro assoluta insoddisfazione per un confronto che fin dal suo inizio (nel lontano febbraio 2009) ha evidenziato tutta la sua inadeguatezza.
Notizie frammentarie, incomplete ed in ritardo ci hanno finora impedito di valutare il progetto di riorganizzazione nel suo insieme: chiediamo pertanto all’Azienda di aprire una trattativa vera.
Poiché il ns. ruolo è di farci carico delle preoccupazioni e di tutelare i diritti dei colleghi/e, andremo a proporre all’Azienda, nello spirito dell’art.15, un protocollo di regole per la gestione delle ricadute (mobilità territoriale e/o professionale, salvaguardia degli inquadramenti in corso di maturazione , formazione, ecc.).
Per questo abbiamo chiesto di avere nel prossimo incontro un quadro preciso del dimensionamento delle filiali e dei ruoli che le compongono.

Una cosa deve essere chiara: non accetteremo che il costo della riorganizzazione venga scaricato sulle lavoratrici e sui lavoratori.

Verona, 30 settembre 2009

Le Segreterie di Coordinamento UCCB

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