Nota sulla riunione del Comitato Ristretto del CAE di UniCredit Group del 25 e 26 febbraio 2009

Nota sulla riunione del Comitato Ristretto del CAE di UniCredit Group del 25 e 26 febbraio 2009

Nota sulla riunione del Comitato Ristretto del CAE di UniCredit Group del 25 e 26 febbraio 2009.

Nei giorni 25 e 26 febbraio si è tenuta una riunione del Comitato Ristretto del CAE di UniCredit Group in cui sono stati affrontati diversi argomenti. In particolare il giorno 26 febbraio il Comitato Ristretto ha incontrato il Capo del Personale del Gruppo (Piazzolla) e l’Amministratore Delegato di Pioneer e capo della divisione Asset Management (Frigerio) e il capo della divisione MIB (Spezzotti).

Nel corso della riunione è stato discusso l’andamento generale del gruppo, alla luce della crisi economica e dei mercati finanziari di questi ultimi mesi e le ristrutturazioni di Pioneer e della divisione MIB.

Per quanto riguarda l’andamento generale del gruppo il sig. Piazzolla ha confermato la solidità del gruppo, pur in un quadro di grande difficoltà esterna che ha già portato al fallimento e alla nazionalizzazione di grandi banche negli USA e in Europa ed ha precipitato nella crisi innumerevoli aziende industriali in tutto il mondo.
L’utile quest’anno sarà di circa 4 miliardi di euro ( nel panorama attuale delle banche è un risultato di grande rilievo) e l’aumento di capitale programmato è stato realizzato. E’ possibile che il gruppo sottoscriva i bond governativi di Italia e Austria: questo non per ragioni interne ma perché le autorità di vigilanza ritengono adeguato alla fase un Core Tier 1 dell’8% e per consentire un maggior sostegno delle banche all’imprese in difficoltà.
La situazione dei Paesi dell’est Europa non è così drammatica come appare a volte sulla stampa. Non c’è un rischio di collasso (anche se alcuni di essi come Ucraina e Khazakhstan sono più in difficoltà di altri); lo sviluppo di questi Paesi continuerà, anche se non più con i ritmi degli anni scorsi; l’attività bancaria ha ancora ampi spazi di crescita e, in questo contesto, i rischi assunti da UniCredito sono assolutamente sotto controllo.
UniCredito ha comunque sospeso l’ulteriore crescita dimensionale prevista dal piano triennale in questa regione (verranno realizzate solo 75 aperture di sportelli, programmate da tempo). Per quanto riguarda l’andamento del titolo del Gruppo, secondo Piazzolla questo è stato fortemente penalizzato come tutti i titoli del settore finanziario; a ciò si sono aggiunte le valutazioni fatte dagli operatori finanziari circa l’esposizione del Gruppo presso i Paesi dell’est Europa e l’incertezza circa il futuro assetto del vertice di UniCredito. Questa incertezza si è risolta nelle scorse settimane con la conferma, da parte di tutto il Consiglio di Amministrazione, di Dieter Rampl alla presidenza del gruppo e di Alessandro Profumo come Amministratore Delegato.
Oggi il corso del titolo, come quelli di altre aziende, non ha nessuna relazione con valore del Gruppo (rappresenta circa il 25% del “valore di libro”).

Tuttavia il contesto esterno ha portato ad un consistente cambiamento delle condizioni dell’attività bancaria. Piazzolla a questo riguardo, ha sostenuto che UniCredito, come tutte le banche, subirà una forte riduzione dei ricavi e sarà costretto ad aumentare fortemente, come richiesto anche dalle autorità di vigilanza a tutto il sistema, gli accantonamenti ai fondi rischi per affrontare la crisi della clientela Corporate.
Ciò porterà alla necessità di una forte riduzione di tutti i costi a partire da quelli non legati al personale.
Per quanto riguarda il personale, sono sostanzialmente confermati gli obiettivi di riduzione previsti nel piano triennale per l’Europa dell’ovest mentre, per quanto riguarda l’Europa dell’est si avrà, una riduzione di 2000 addetti.
Ad una precisa richiesta del Comitato Ristretto Piazzolla ha confermato che non si procederà a licenziamenti collettivi anche nella nuova situazione e che tutte le riduzioni di personale programmate verranno gestite attraverso il dialogo sociale sia con il CAE che con i rappresentanti locali dei lavoratori. La riduzione di 2000 addetti nell’Europa dell’est, in particolare, verrà gestita attraverso un parziale blocco delle assunzioni normalmente connesse al turn over. Nei paesi dell’est Europa l’uscita naturale del personale dal Gruppo per pensionamenti, dimissioni individuali ecc. è stata, l’anno scorso, del 19% e, per quanto riguarda il 2009, si stima che le uscite fisiologiche di personale saranno del 10%: circa 4000 addetti, il doppio quindi della prevista riduzione. In ogni caso la situazione dei Paesi dell’est Europa verrà approfondita nella prossima riunione del CAE con Ghizzoni (capo della divisione Central Eastern Europe) e Annunziata (capo economista di UniCredito).

Le ristrutturazioni delle attività del gruppo tuttavia andranno avanti con l’obiettivo di ridurre tutte le strutture intermedie del gruppo (Direzioni Generali, strutture di servizio e back office, ecc.) con l’obiettivo di accorciare la “catena di comando” e di salvaguardare e rafforzare le strutture a diretto contatto con il cliente a cui saranno destinate tutte le risorse disponibili e le limitate assunzioni che verranno fatte.
In questo contesto il modello divisionale è assolutamente confermato.
Tornare ad una banca universale, ha detto Piazzolla, produrrebbe certo una riduzione dei costi: verrebbero eliminate diverse strutture con le conseguenti consistenti ulteriori riduzioni di personale e aumento del personale in esubero. Ma sarebbe, secondo l’azienda, un errore: la segmentazione della clientela sulla base delle sue esigenze e la definizione di strutture specialistiche ad essa dedicate continua ad essere, anche nella nuova situazione, un vantaggio competitivo per il gruppo. La diversificazione delle attività permette di servire le diverse esigenze della clientela, responsabilizza le strutture della banca dedicate e migliora i processi di controllo interno dei rischi, oltre a rappresentare un punto di forza dell’azienda in presenza di una auspicabile ripresa dell’economia.

Rispondendo ad una richiesta del Comitato Ristretto sulla necessità di un’assoluta equità nella distribuzione dei sacrifici Piazzolla ha sostenuto che dopo l’eliminazione dei bonus per il CEO e i deputy CEO, verranno anche ridotti o eliminati i compensi variabili degli altri 400 top manager del Gruppo, mentre le ridotte risorse disponibili a questo titolo verranno concentrate sulle strutture di rete. Sempre a questo riguardo abbiamo sostenuto, come Comitato Ristretto, che la riduzione del personale deve riguardare anche i dirigenti del Gruppo e a questo proposito il capo del personale ha convenuto sulla nostra osservazione e, in particolare, ha sostenuto che i dirigenti che hanno maturato i requisiti pensionistici sono ormai, in generale, fattore di criticità per il Gruppo.
Per quanto riguarda il budget 2009 è in corso di definizione. Ma è chiaro che con l’attuale turbolenza è impossibile per chiunque fare previsioni a medio e lungo termine e ciò naturalmente impedisce ,al momento, anche un aggiornamento del piano triennale. Il risultato reddituale di gennaio, tenendo conto della situazione, è buono, ma evidentemente non è impossibile un ulteriore peggioramento della situazione economica e di mercato.

In questo contesto di alta turbolenza il Comitato Ristretto ha richiesto di rafforzare tutte le sedi di dialogo sociale. Il capo del personale si è detto d’accordo e ha risposto positivamente alla richiesta del Comitato Ristretto di procedere – subito dopo la firma della “Dichiarazione Congiunta su Pari Opportunità e Non Discriminazione”, prevista per il prossima assemblea plenaria del CAE che si terrà i giorni 13, 14, 15 di maggio- alla definizione con il Comitato Ristretto del CAE, assistito dagli esperti di UNIFINANCE. di un GLOBAL FRAMEWORK AGREEMENT per tutti i dipendenti del Gruppo. Tale accordo dovrà rappresentare la “carta dei diritti” di base dei dipendenti del gruppo e fissare normative standard per tutti di dipendenti ovunque essi siano.
Questa disponibilità è stata particolarmente apprezzata dal Comitato Ristretto. Si tratta di una disponibilità di rilievo per UniCredito ma anche per tutto il settore finanziario europeo. visto che in Europa, nel settore finanziario, esiste al momento un solo accordo di questo genere (Danske Bank). Discuteremo naturalmente di questo argomento durante la prossima riunione plenaria del CAE.
Sempre a questo riguardo il capo del personale si è detto disponibile, ferma restando la legislazione in vigore, ad approfondire con il CAE la problematica delle fusioni transfrontaliere, regolate da una direttiva europea e da leggi nazionali di recente approvazione. Per UniCredito le prime fusioni transfrontaliere regolate dalla nuova legislazione riguardano il MIB (fusione HVB e CAIB, società austriaca del gruppo che si occupa di investment banking) e UGIS (fusione in UGIS di altre società informatiche del Gruppo, a partire dall’austriaca Wave Solutions).

Durante la riunione sono state discusse anche le riorganizzazioni di Pioneer e del MIB.
Per quanto riguarda Pioneer, Frigerio ha sostenuto che la crisi dei mercati ha gravemente penalizzato l’attività di asset management: il valore degli asset è diminuito del 35% e ciò comporterà una analoga riduzione dei ricavi da commissioni che si scaricherà sul bilancio 2009. Il settore è tuttora investito in pieno dalla crisi di fiducia e non si vedono, al momento, prospettive di ripresa anche se si spera che i ridotti interessi sui titoli di stato possano, nel medio periodo, riportare la clientela su investimenti moderatamente più rischiosi. Tuttavia il Gruppo non uscirà dall’attività di asset management ma si procederà alla riorganizzazione (assai complessa per la forte e differenziata, a seconda dei Paesi, regolamentazione di questa attività) della società (secondo il modello che è stato illustrato nella documentazione aziendale che abbiamo diffuso nelle settimane scorse) e alla riduzione del 10% degli addetti. Oggi Pioneer ha 2300 addetti nel mondo e quindi la riduzione sarà di circa 230 addetti distribuiti nei vari paesi, secondo quanto contenuto nella suddetta documentazione. Tale ridimensionamento dell’organico sarà realizzato attraverso il blocco delle assunzioni e la ricollocazione degli addetti su altre attività del Gruppo presenti nei vari paesi. In ogni caso le trattative su questo argomento si stanno sviluppando paese per paese, con i rappresentanti locali dei lavoratori e stanno procedendo in modo positivo.

Per quanto riguarda la divisione MIB (come noto tale attività verrà presto integrata nella divisione Corporate coerentemente a quanto previsto dal piano triennale) Spezzotti ha sostenuto che anche tale attività è stata pesantemente coinvolta dalla crisi dei mercati, alcune attività della divisione sono praticamente scomparse e tutto ciò avrà un impatto pesante sui conti del Gruppo. Tuttavia il Gruppo non intende uscire da una attività che potrà beneficiare della ripresa dell’economia, appena si realizzerà.
L’attività verrà ristrutturata (con anche la possibilità di cessione di parti di essa) riducendo i rischi e con un fortissima diminuzione delle attività di trading (verrà completamente eliminata l’attività di trading sui titoli di proprietà della banca e resterà solo quella per conto dei clienti.).
Ci si concentrerà soprattutto sull’attività tradizionale di investment banking a sostegno delle imprese corporate.
La riduzione del personale è quella prevista (circa 700) che si realizzerà attraverso il blocco delle assunzioni (che, da solo, porterà ad una forte riduzione degli addetti in un settore dove il turn over fisiologico è molto consistente) e l’uscita del personale principalmente verso altre attività del Gruppo.
La piazza di Londra non vedrà riduzioni di personale, in quanto su questa piazza si trova il più importante mercato finanziario d’Europa (azioni, obbligazioni, cambi, tassi, ecc) e a Londra hanno sede e operano i più importanti clienti istituzionali del Gruppo, oltre alle professionalità specialistiche di cui questa attività necessita. Inoltre la piazza di Londra, vista la crisi del settore e l’andamento del cambio sterlina/euro, è tornata conveniente anche sul piano dei costi. I bonus degli specialisti in queste attività verranno fortemente ridotti o eliminati.
La riorganizzazione dell’attività avverrà secondo quanto previsto nei documenti aziendali che vi abbiamo fornito anche nella giornata di ieri.
Il Comitato Ristretto ha sostenuto che la concentrazione delle attività su Londra appare incoerente con il ridisegno delle attività che vede prioritaria la necessità di seguire la clientela corporate, (che ovviamente è sparsa su tutto il territorio europeo) e che la riduzione degli addetti in alcune sedi penalizzerà strutture e attività che rimangono tuttora redditizie. Particolare preoccupazione è stata espressa per il tagli delle attività su Paesi come Grecia, Francia, Spagna, Svizzera e Lussemburgo dove le possibilità di ricollocazione del personale sono di difficile realizzazione, vista la ridotta presenza del Gruppo in questi Paesi. Il Gruppo ha ribadito l’importanza strategica della piazza di Londra e ha sostenuto che, per quanto riguarda gli altri Paesi, non è stata ancora presa nessuna decisione definitiva. Abbiamo concordato una riunione straordinaria del comitato ristretto del CAE, allargata ai rappresentanti dei Paesi coinvolti, che si terrà entro fine aprile, non appena il Gruppo avrà dettagli maggiori sulla riorganizzazione. In questa riunione si discuterà sia della riorganizzazione del MIB sia delle attività corporate locali e, più in generale, delle prospettive complessive del Gruppo nei Paesi suddetti e di come gestire, nel rispetto delle normative nazionali, le posizioni lavorative in esubero.
Da ultimo, sempre nel corso della stessa riunione, il Gruppo ci ha annunciato l’apertura della procedura di cessione delle attività di securities services ancora esistenti nel Gruppo, dopo la cessione di queste attività avvenuta in Italia ( 2S Banca) e in Germania. Tali attività contano circa 500 addetti in 14 paesi.

Nel complesso si è trattato di un incontro positivo che testimonia l’importanza del CAE e del dialogo sociale anche in un momento di grande difficoltà dei mercati finanziari e dell’economia europea

Milano 1 marzo 2009

Andrea Bonansea
Presidente del CAE di UniCredit Group.

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