PIANO TRIENNALE: MOLTE OMBRE E POCHE LUCI

PIANO TRIENNALE: MOLTE OMBRE E POCHE LUCI

Il piano triennale di Unicredit Group – perimetro Italia si configura come una medaglia a due facce infatti da una parte determina in negativo:

-> l’abbattimento del cost/income dal 56% al 51% da realizzarsi prevalentemente con drastiche misure riorganizzative e con il contenimento del costo del Personale (nuove uscite, contrazione del turn over);
-> l’implementazione del 44% del Personale in uscita che passa da 5.000 unità precedentemente stimate a 7200 nel perimetro Italia, (9.000, perimetro complessivo Gruppo) nel triennio 2008/2010 ;
-> il contenimento del trend di crescita dei costi operativi che aumentano, nel triennio di valenza del piano, solo dello 0,8%, ben al di sotto del tasso di inflazione;
-> la chiusura e l’accorpamento di 500 filiali in tutto il territorio nazionale con conseguente determinazione di ulteriori eccedenze pari al 10/15% del Personale coinvolto; in particolare il ridimensionamento della rete del Gruppo Unicredit sul territorio siciliano con la paventata chiusura di circa 100 filiali;
-> il forte dimagrimento delle Direzioni Generali che pare ridimensionerà quella del Banco di Sicilia dalle attuali 800 risorse a poco più di 180 entro il 2010;
-> la riduzione dei presidi di governance della Rete che in Sicilia saranno ridotte a 3 (da 9) con ipotizzata riduzione di ulteriori 400 risorse;
-> la delocalizzazione da perimetro Italia verso Polonia e Romania di ulteriori attività pari a 450 unità lavorative.

Dal punto di vista organizzativo il suddetto piano prevede invece:

-> l’ espansione della Rete nei paesi dell’est Europa con apertura di 1.300 filiali, assunzione di 11.500 nuovi addetti ed oltre il 19% di crescita di utili e ricavi da realizzare;
-> l’adozione di unica piattaforma informatica e di un unico modello organizzativo di Rete da realizzarsi tramite significativi investimenti;
-> la realizzazione di iniziative di multipolarità nelle aree a maggior concentrazione di esuberi.

Su questo treno a due velocità non viaggiano, di contro, significative misure ed iniziative atte ad incrementare utili e redditività o che tendano alla salvaguardia dell’occupazione, essendo altri i veri obiettivi che il piano si prefigge individuabili (non esaustivamente) nei seguenti:

-> tenere il ritmo di crescita degli altri competitors europei;
-> rafforzarsi patrimonialmente scongiurando temuti aumenti di capitale;
-> allinearsi ai parametri di Basilea 2;
-> incrementare il corso del titolo in borsa il cui valore si è più che dimezzato rispetto ad un anno fa.

Considerato quanto sopra, questo piano industriale che, in uno scenario di mercato incerto e mutevole, affronta un’ipotesi costruita su un arco triennale orientando iniziative, risorse ed investimenti quasi esclusivamente verso un’area a forte trend di crescita (est Europa) ma ad alto rischio di volatilità, può valutarsi velleitario.

Non sfuggono inoltre alla Fisac Cgil del BdS le forti criticità riscontrate in ogni settore interessato dai processi di migrazione, criticità aggravate, in particolare nella Rete già depauperata dei colleghi “facilitatori” nonché da quelli partecipanti ai corsi o impegnati nella formazione “on site” in periodo di fruizione ferie, da una spropositata attività di pressione commerciale.

In relazione alle criticità riscontrate, questa O.S. ritiene che nell’attuale fase l’attività sindacale unitaria debba essere incentrata sulle seguenti azioni:

-> raggiungimento di intese sulle ulteriori uscite richieste dall’azienda ( 2200) che prevedano l’assunzione “one to one” di nuove risorse da destinare alla Rete;
-> esatta individuazione dei perimetri aziendali delle direzioni regionali, dei mercati, della configurazione definitiva della Rete;
-> definizione di un accordo che disciplini e regolamenti, specie alla vigilia della imminente fase di convergenza ed armonizzazione della Rete, le abnormi ed esagerate pressioni commerciali;
-> implementazione delle iniziative di multipolarità qualificata in misura sufficiente ad assorbire gli esuberi rivenienti dalle operazioni di ridimensionamento delle strutture di Direzione Centrale e di governance della Rete;
-> definizione di regole certe che stiano a presidio della imminente riorganizzazione, al fine di evitare mortificanti ricollocazioni lavorative per il Personale coinvolto.

Infine, la Fisac Cgil del Banco di Sicilia, nell’approvare la sottoscrizione in data 31.5.2008 dell’accordo di armonizzazione dei trattamenti economici e normativi del Personale ex Capitalia con quello di Unicredit Group, ritiene prioritario completare il processo già avviato con le intese sopra richiamate,avviando, accelerando e definendo in tempi stretti il lavoro delle commissioni su:

-> inquadramenti;
-> previdenza;
-> assistenza sanitaria.

Sono queste le problematiche sulle quali la Fisac Cgil individua un terreno di confronto franco e costruttivo al fine di praticare soluzioni e promuovere iniziative, unitamente alle altre OO.SS., volte alla difesa degli interessi delle lavoratrici e dei lavoratori del Banco di Sicilia.



SEGRETERIA DI COORDINAMENTO FISAC /CGIL DEL BANCO DI SICILIA SpA


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