INSTEAD OF A NICE DREAM… A BIG TROUBLE!

INSTEAD OF A NICE DREAM… A BIG TROUBLE!

=> Assordante è il silenzio con il quale Unicredit accompagna lo scandire inesorabile dei tempi e delle modalità del processo di integrazione che coinvolge le lavoratrici e i lavoratori del Banco

=> Intollerabili
sono l’inefficienza e il pressappochismo con cui la Capogruppo dispone i distacchi verso le divisioni Corporate e Private di Unicredit senza aver valutato le osservazioni formulate da parte sindacale. Per esempio, la sorte dei gestori junior ai quali è stata cancellata l’attribuzione del portafoglio: si pensa anche di annullarne i percorsi inquadramentali nel caso di un loro declassamento, in ambito Ubi, al ruolo di assistenti? Per non parlare poi della sbandierata applicazione del cosiddetto criterio del “gestore prevalente” per quanto riguarda l’attribuzione dei portafogli ai gestori Corporate e Private. Questo principio viene spesso applicato con modalità poco trasparenti e al limite del favoritismo di “casta” (a seconda che il gestore sia di provenienza Unicredit ,Banca di Roma, Banco di Sicilia o Bipop)

=> Allarmante
è la tempestività e la irritualità con cui si organizzano “colloqui” tendenti ad esplorare la disponibilità alla mobilità infragruppo da parte di gruppi di lavoratrici e di lavoratori: questi colloqui appaiono come una richiesta di veri e propri salti nel buio, considerato che al Sindacato non sono state svelate le motivazioni di questa migrazione e che agli intervistati non vengono esplicitati né il ruolo, né le mansioni da svolgere e neppure la futura allocazione lavorativa.

=> Preoccupante
è la disinvoltura con la quale la Capogruppo rimanda la dovuta (e preventiva) informativa sindacale relativa ai pesanti processi di riorganizzazione in corso tanto in A/C quanto in rete. Tanto per citare l’ultimo episodio, la struttura della costituenda “Ge.Mo” è composta da risorse di cui le OO.SS. ignorano tanto le motivazioni quanto la provenienza.

E’ questo lo stile Unicredit sul rispetto delle corrette relazioni industriali e soprattutto sulla trasparente gestione delle “persone”?
Con quali criteri vengono individuate le professionalità coinvolte? Per quanto tempo e nell’interesse di quale soggetto ( distaccante o distaccatario ) verrà svolta la prestazione lavorativa? Quali sono i percorsi professionali che vengono assicurati? Con quali garanzie? La nuova ricollocazione terrà conto delle volontarietà? E soprattutto,
qual è il disegno organizzativo?
In assenza di un piano industriale puntuale e dettagliato Unicredit si sta muovendo come una macchina da guerra, incurante di causare un insostenibile stato di disagio e di incertezza tra le lavoratrici e i lavoratori.
Questa Segreteria chiede perciò alla controparte datoriale di:
conoscere al più presto il quadro complessivo delle attività di riorganizzazione che stanno coinvolgendo pesantemente il personale nonché, preventivamente all’attuazione dei correlati processi di assegnazione delle risorse, di poter convenire e concordare le garanzie e le tutele da riconoscere alle stesse;
sospendere, in assenza di un confronto di merito finalizzato a fugare i dubbi e le criticità sopraesposti, ogni qualsiasi iniziativa gestionale che potrebbe, nei fatti, determinare grave pregiudizio al personale coinvolto.

Palermo 01.02.2008

La Segreteria di Coordinamento Fisac Cgil – Banco di Sicilia SpA

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