Al via…… le prime destrutturazioni

Nell’incontro tenutosi il 3 ottobre alla presenza delle Segreterie dell’Organo di Coordinamento, l’azienda ha preannunciato in modo irrituale il trasferimento a Capitalia Informatica, Società strumentale del Gruppo, delle attività proprie della Funzione Rapporti con l’Autorità Giudiziaria dell’Area Legale e il conseguente distacco dei lavoratori

Le modalità di comunicazione, il programma di cessione di cui sopra, sono state prontamente oggetto di una lettera di contestazione delle predette Segreterie di Coordinamento.

Le rappresentanze sindacali della Direzione Centrale e le unità produttive coinvolte nel processo di scorporo, in data 8 ottobre, nel richiedere formalmente all’azienda un immediato confronto riguardo il trasferimento delle attività hanno rilevato la violazione di norme di legge in quanto:

=> il decreto legislativo n. 18 del 2 febbraio 2001 stabilisce che nelle procedure sui trasferimenti di imprese debbano essere coinvolte, oltre ai sindacati di categoria che hanno stipulato il contratto collettivo applicato, le rappresentanze sindacali aziendali costituite nelle unità produttive interessate;

=> ogni trasferimento di attività, anche tra un’azienda e l’altra dello stesso Gruppo, è lecito se si è in presenza di una cessione di ramo d’azienda che comporta l’apertura di una apposita procedura anche con queste rappresentanze sindacali aziendali;

=> l’utilizzo dei lavoratori in distacco è illegittimo quando avviene, nell’interesse dell’impresa distaccante e non di quella distaccataria;

=> le attività sono attualmente ricomprese nel perimetro bancario del vigente regolamento e non sono configurabili quali strumentali e ausiliarie.

Una iniziativa aziendale, quella annunciata, che si inquadra in un processo più ampio di accorpamento di tutte le attività di Rapporti con l’Autorità Giudiziaria per il Gruppo che a regime coinvolgerà circa 100 lavoratori.

E’ previsto infatti, entro fine ottobre, il trasferimento di tutte le attività di accertamenti penali e di indagini fiscali da Upa, (Soc. Di Back office del Gruppo Unicredito attualmente dislocata a Cologno Monzese), a Capitalia Informatica, con l’impiego in una prima fase di 25 lavoratori distaccati da Banca di Roma e ulteriori 25 di Capitalia Informatica che verranno inseriti in un percorso di riconversione professionale.

Un modo particolarmente strano quello di procedere da parte aziendale convinta, di poter aver mano libera e trasferire le attività prima ancora di concretizzare l’operazione più significativa da un punto di vista societario: il trasferimento ad Ugis del ramo d’azienda IT di Capitalia Informatica e il contestuale trasferimento ad Upa del 100% delle attività di Back office di Capitalia Informatica.

Una destrutturazione preordinata dall’azienda che sembrerebbe perseguire l’obiettivo di smantellare “il collegamento societario” l’ istituto acquisito nella gran parte delle società strumentali del Gruppo Capitalia, limitandolo o diluendolo nel tempo.

Una strategia aziendale ben definita che intende influenzare anche il rinnovo del CCNL visto che la tutela del “collegamento societario” è parte fondamentale della piattaforma rivendicativa contrattuale presentata dalle organizzazioni sindacali.

Capitalia Informatica e Capitalia Solution sono infatti le sole società del panorama bancario nazionale ad aver ottenuto con gli storici accordi del 30.12.2004 e del 28.12.2005 il «collegamento societario», un istituto in virtù del quale «nel caso in cui Capitalia avesse perso il controllo societario di Capitalia Informatica o si fossero verificate ipotesi di cessazione di attività, fallimento o liquidazione di quest’ultima, nonché di cessione del ramo di azienda trasferito a soggetti terzi non facenti parte del gruppo ovvero del contratto di servizio, le banche stipulanti l’accordo avrebbero assunto l’impegno di reinserire il personale ceduto nel proprio organico o, in via subordinata, presso altre società bancarie del gruppo, senza soluzione di continuità e rispettando l’ambito del precedente Comune di lavoro».
La conquista che in ambito sindacale ha fatto scuola, tanto da essere portata ad esempio di concreta tutela giuridica acquisitiva per i lavoratori.

E’ fondamentale analizzare la natura delle attività oggetto di trasferimento, oltre che richiedere come previsto dalle norme di legge il confronto con queste rappresentanze sindacali.

Va segnalato a tale proposito che, al momento della costituzione di Capitalia Informatica, fu proprio la Banca d’Italia ad imporre, in sede autorizzativa, all’art. 3 dello statuto la definizione di “Società strumentale” per limitarne l’esercizio alle attività a carattere ausiliario non di natura bancaria e finanziaria.
Tale qualifica non è un fatto meramente formale ma è intrinsecamente connesso all’attività di vigilanza che per le società strumentali si limita alla sola verifica delle informazioni acquisite, mentre per le società finanziarie e bancarie, prevede un’attività ispettiva vera e propria.

Pertanto è evidente che lo svolgimento all’interno di società strumentali di attività bancarie presenta un rischio elevato e connesse responsabilità che potrebbero ricadere nella sfera giuridica del Gruppo.

Ci chiediamo cosa possa pensare la Vigilanza della Banca d’Italia quando leggiamo che le attività di “trade finance, correspondent banking e incassi elettronici di contabilità ed altro”, saranno trasferite al polo di Bucarest di Upa (soc. strumentale).

Queste OO.SS., sono pronte al confronto e fortemente impegnate a tutelare i lavoratori attori dei cambiamenti e delle trasformazioni che inevitabilmente la fusione comporterà.

Non accettano forzature, nè deregolamentazioni di legge e di contratto, convinte che la trasparenza e la linearità di comportamenti giovino a tutte le componenti: ai lavoratori, al sindacato, all’azienda e non ultima all’utenza particolarmente sensibile alla correttezza dell’operato del Gruppo Unicredito.

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