Rinnovo del CONTRATTO INTEGRATIVO AZIENDALE: A CHE PUNTO SIAMO?

Ad oltre tre mesi dall’avvio del confronto con la Banca per il rinnovo del Contratto Integrativo Aziendale riteniamo utile e doveroso fare il punto sullo “stato dell’arte” delle trattative.

Salute e sicurezza

Com’è noto, sono stati i primi argomenti affrontati in questo rinnovo e per quanto concerne le “garanzie volte alla sicurezza del lavoro” si è pervenuti alla condivisione del nuovo testo del relativo articolo contrattuale il quale introduce una procedura sindacale che in tema di sicurezza da eventi criminosi prevede, per l’aggiornamento del “Verbale riservato sulla Sicurezza”, la novità del coinvolgimento delle strutture di periferia mediante confronti, di monitoraggio e proposizione, decentrati a livello dei Coordinamenti Territoriali delle Direzioni Regionali.
Si è pure convenuto sulla necessità di formalizzare, sul fenomeno delle rapine nel territorio di competenza, un momento informativo annuale da parte delle Direzioni Regionali ai rispettivi Coordinamenti Territoriali, i quali potranno formulare indicazioni e proposte.
Per quanto riguarda il capitolo “tutela della salute” nell’ambiente di lavoro la situazione è ancora in fase di stallo poiché la Banca, ritenendo bastevole la giustizia riparativa prevista dalla Carta di Integrità, rifiuta l’istituzione, come da noi richiesto, di una commissione che affronti il problema del mobbing in UniCredit Banca.
Altro elemento di forte contrapposizione riguarda l’atteggiamento dell’Azienda rispetto ai Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) recentemente eletti, ai quali, con la finalità di crearsi un unico interlocutore, la Banca vuole ricondurre in via esclusiva le prerogative che in tema di salute e sicurezza lo Statuto dei Lavoratori riconosce alle Rappresentanze Sindacali Aziendali (RSA).
Le OO.SS. hanno più volte ribadito che i ruoli di RLS e RSA hanno ambiti di intervento diversi, ma complementari, e che il rapporto tra le due figure rappresenta la miglior garanzia di presidio efficace delle problematiche riguardanti la salute e la sicurezza.
Abbiamo anche chiarito che non sottoscriveremo MAI una norma aziendale che dovesse espropriare di fatto il sindacato di un ruolo riconosciuto dalla legge.
La perentorietà con cui la Banca ha insistito nella propria posizione ha impedito il raggiungimento di un accordo. Le Parti hanno pertanto deciso di non procedere alla firma del capitolo “salute e sicurezza”, ma di limitarsi ad uno scambio dei testi, sia di quelli condivisi che di quelli non condivisi, chiarendo che la firma potrà aversi solo al termine della trattativa, qualora si addivenga ad un accordo complessivo su tutti i punti della piattaforma.


Inquadramenti

Il tema degli inquadramenti è stato affrontato per la prima volta lo scorso 5 giugno. Nel corso dell’ultimo incontro, nella serata del 5 luglio, l’Azienda ha fornito delle risposte che non coglievano il senso della posizione da noi prospettata, portando così la trattativa ad una situazione di stallo che rende molto difficile, al momento, la prosecuzione del confronto.
In particolare la Banca non ha compreso l’assoluta necessità delle OO.SS. di raggiungere un reale equilibrio tra le norme relative ai Quadri Direttivi e quelle per le Aree Professionali,
equilibrio che contraddistingue l’intera Piattaforma da noi elaborata ed approvata da più del 95% dei Lavoratori e delle Lavoratrici presenti nelle Assemblee,
equilibrio che rappresenta per noi la condizione invalicabile per la firma dell’Accordo di rinnovo.

La distanza tra la posizione sindacale e quella aziendale è risultata evidente, oltre che in molte delle soluzioni contrattuali proposte, soprattutto nella impostazione “filosofica”.
La Banca, infatti, pur avendo esplicitamente riconosciuto l’esattezza dell’analisi sindacale in merito all’evoluzione intervenuta nell’organizzazione del lavoro e la forte coerenza, rispetto a tale analisi, delle nostre richieste (es: introduzione di un nuovo profilo all’interno delle Aree Professionali, con previsione di uno specifico percorso), ha nei fatti mostrato di non tenere in alcun conto un aspetto fondamentale quale l’esigibilità della normativa che le Parti dovessero concordare. Tutto è lasciato alla completa discrezionalità aziendale, in un contesto caratterizzato da un’ampia flessibilità.
Abbiamo pertanto dichiarato alla Banca la nostra più totale insoddisfazione.
La condizione per una ripresa delle trattative è quindi una modifica sostanziale della posizione aziendale, che tenga conto delle esigenze di equilibrio ed esigibilità da noi più volte prospettate.
Al momento non ci sono in calendario ulteriori incontri, in quanto le parti si sono riservate di procedere ad un’ultima riflessione sulla situazione venutasi a creare nel negoziato. Nei prossimi giorni continuerà, invece, il confronto con la Capogruppo sui temi del Premio Aziendale e del Welfare, gli ultimi due capitoli della Piattaforma che ci accomuna ai colleghi delle altre aziende del Gruppo.

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