Navigazione al buio

Navigazione al buio

L’attuale stato di interruzione delle relazioni sindacali, dovuto all’irresponsabile indisponibilità manifestata da Unicredit, a pochissimi giorni dalla chiusura dell’operazione 2S Banca, a raggiungere un accordo sindacale soddisfacente, non ci esime dal cercare di analizzare più da vicino le vicende della nostra Società.
U.p.a. ci appare oggi priva di una propria prospettiva industriale credibile. Un numero ragguardevole di lavorazioni, commercialmente e professionalmente pregiate, sono state cedute all’estero, assumendo senza discutere gli ordini che la Capogruppo (azionista di riferimento) ha impartito, alla luce di calcoli di cinica convenienza economica e apertamente contrastanti con quella Responsabilità Sociale di cui si continua a parlare senza mai metterla in pratica.
Senza allarmismi, ma nella necessità di una concreta presa d’atto dell’attuale situazione, possiamo enumerare una serie di ulteriori “situazioni preoccupanti”:
· un anno fa l’A.D. della Società annunciò l’ingresso di una serie importante di lavorazioni: di una parte di esse è oggi difficile rintracciare le orme o perché mai arrivate a destinazione o perché troppo evanescenti perché qualcuno se ne accorgesse;
· molti lavoratori, dopo aver ceduto il lavoro ai colleghi di Upa Romania (il cui costo del lavoro è di molto inferiore al nostro), si interrogano sulle proprie, future prospettive professionali;
· attività importante sembra invece diventata quella di abbassare in modo generalizzato ed ingiustificato le valutazioni e le note di qualifica, respingendo quasi tutti i ricorsi presentati dai lavoratori, probabilmente con lo scopo di realizzare, già a partire dall’anno prossimo, risparmi sul lato dei costi attraverso il non riconoscimento dell’inquadramento a CU;
· nonostante le 300 uscite da incentivazioni all’esodo previste e la progressiva eliminazione (soprattutto in alcuni Poli) dei lavoratori interinali, il trasferimento di lavorazioni in Romania continua massiccio. Siamo arrivati a 250 posizioni e non è dato sapere quali gradite sorprese ci riserverà il “Piano strategico triennale” che verrà presentato agli inizi di luglio dopo il CdA del 2/07.

Upa sta passando da una “NAVIGAZIONE A VISTA” alla “NAVIGAZIONE AL BUIO”. Preoccupa, in questa situazione, l’annuncio dell’avvio di una serie di “gruppi di lavoro” propedeutici a trasferire ulteriori attività in Romania :
una serie di attività ESTERO del Polo di Torino e di Milano;
attività dei PROCESSI CONTABILI E DEL CICLO PASSIVO dei Poli di Trieste e Treviso;
l’attività di AMMINISTRAZIONE FINANZIAMENTI del Polo di Perugia;
I processi dei TITOLI DI BANCA COLLOCATRICE del Polo di Verona.

Che cos’altro dovremo mandare in Romania per raggiungere la fatidica cifra delle 500 unità lavorative da realizzare entro il 2007?

Anche le buone notizie finiscono poi col perdersi per strada: abbiamo già cominciato (ufficio Modes di Verona) a svolgere lavori “cross” per conto di Banca d’Impresa, “strappandoli” a Unicredit Banca, ma il progetto viene attuato con una triangolazione di lavorazioni, spostate tra Verona, Torino e Milano e con un processo di passaggi di competenze e di reinvenzioni di ruoli professionali contorto e di difficile gestione.

Le domande che parecchi colleghi ci fanno è: “con che prospettive?”; “quanto tempo durerà il lavoro per il quale mi riconverto per l’ennesima volta?”; “quanto tempo rimarrà in Italia il lavoro che stiamo acquisendo, prima che prenda il volo per Bucarest?”.
Con questa “navigazione al buio” ogni risposta dura un giorno.

Come chicca finale segnaliamo che la Delegazione Sindacale di gruppo ha fermamente contestato l’assunzione sul polo di Perugia, con un “contratto a progetto” valido fino al 31 luglio, di 10 pensionati (avrebbero però accettato in 6) per il controllo della “certezza legale degli atti di pegno” all’Ufficio Garanzie: un’incombenza già ampiamente conosciuta e già segnalata lo scorso anno e alla quale Unicredit non è stato evidentemente capace di dare una soluzione operativa ragionevole.
Il dover assistere ad assunzioni di pensionati esodati, nel momento in cui si buttano in mezzo ad una strada tutti gli interinali, fornisce un’ulteriore spaccato di quella che è la confusione che regna in Upa e che risulta preoccupante per i dipendenti e assolutamente inaccettabile per le Organizzazioni sindacali.

Il quadro si chiude: non è chiaro che cosa succederà nell’area finanza di UPA a seguito della concentrazione di tutta la attività di investment banking di UBM, HVB e Bank Austria nella nuova divisione MIB con base a Monaco, ma intanto vediamo andare via i Titoli in 2S e quasi tutto l’Estero in Romania.

Davanti a queste cifre è di tutta evidenza – per chi non vuole coprirsi gli occhi – che, in seguito alla presentazione del nuovo piano strategico dei primi di luglio, ci sarà bisogno di tutta la determinazione sindacale e della partecipazione dei lavoratori per fronteggiare gli scenari nuovi.
Al di là delle gratuite enunciazioni di facciata, questo gruppo bancario e questa Società dimostrano di ritenere strategica solo la prospettiva dell’abbattimento dei costi. Gli dovremo far capire che si sbagliano.

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