Trattativa 2S Banca: ancora una falsa partenza (malgrado la lettera dell’A.D.)

Dopo la riuscita dello sciopero del 17 febbraio la Capogruppo ci ha ufficialmente proposto di incontrare Soc. Générale, la società francese acquirente di 2S Banca.

Abbiamo unitariamente richiesto se tale incontro fosse frutto della volontà di UniCredito di riprendere le trattative dopo lo sciopero; nonostante la risposta affermativa, UniCredito ha continuato a sostenere le sue precedenti proposte. L’incontro con Soc. Gen., a queste condizioni, non si poteva evidentemente effettuare. Abbiamo tuttavia ribadito, con una nostra lettera indirizzata alla banca francese, il nostro interesse a stabilire normali relazioni sindacali con Soc. Generale.

Le proposte di UniCredito, in merito alle garanzie occupazionali, sono sempre le stesse, già illustrate nei precedenti comunicati:

=> per i colleghi con meno di 25 anni di anzianità nel Gruppo, un’indennità di licenziamento variabile da 6 a 12 mensilità, più un corso di formazione;
per i colleghi con più di 25 anni di anzianità una garanzia di rientro nel Gruppo: si tratta di una tutela rivolta a colleghi che, di fatto, sono già salvaguardati dal Fondo di sostegno al reddito;

=> in alternativa alla precedente proposta, una garanzia di rientro nel Gruppo, uguale per tutti i colleghi, limitata a 2 o 3 anni, rispettivamente in caso di ristrutturazione della società ovvero in caso di cessazione della fornitura di lavoro da parte di UniCredito a 2S Banca.

Sono le stesse inaccettabili proposte che hanno portato allo sciopero!

Le richieste delle Organizzazioni Sindacali, sin dall’inizio della trattativa, hanno sempre mirato a fornire garanzie occupazionali di rientro nel Gruppo di lungo periodo, uguali per tutte le lavoratrici e i lavoratori.

La disponibilità al negoziato da parte di UniCredito è , allo stato, solo formale e priva di contenuti reali : il tentativo di rassicurare i dipendenti, operato dall’A.D. attraverso la lettera pubblicata sul Portale, purtroppo, si scontra con i fatti.
Quando sono citati gli accordi sottoscritti in passato all’interno del Gruppo è bene ricordare che tali accordi si basano su una premessa, sottoscritta da UniCredito, che così recitava: “….i progetti in parola presentano un rilevante valore strategico e lo sviluppo e il costante adeguamento di tali attività costituiscono, per il Gruppo UniCredito Italiano, significative leve per mantenere e rafforzare situazioni di vantaggio competitivo. La creazione di società dedicate all’interno del Gruppo UniCredito Italiano consentirà anche l’elaborazione di importanti progetti di sviluppo per le realtà servite. Le società di servizio costituiranno inoltre, a regime, un possibile polo di attrazione per altre realtà anche esterne al Gruppo”. Sulla base di questa premessa, che considerava strategiche per il gruppo, le società di servizio e di prodotto, sono stati firmati gli accordi sindacali relativi ad Upa, USI, Real Estate, Audit, ecc.

Quella premessa è, evidentemente, venuta meno: è lo stesso A.D. a scrivere nella sua lettera “Cogliere questo obiettivo è di fondamentale importanza per il Gruppo che, coerentemente ai propri valori, vuole dimostrare attenzione verso i dipendenti anche nell’ambito delle decisioni strategiche volte a migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi offerti, facendo leva su centri di servizi esterni al Gruppo nei casi in cui UniCredit non possa essere il punto di riferimento del mercato”.

Il quadro di riferimento, per volontà di UniCredito, è quindi completamente cambiato.

Tale mutamento di posizione lo abbiamo appreso attraverso interviste ai giornali nel giugno scorso, solo quattro mesi dopo la firma di un accordo sindacale relativo a un piano triennale che non prevedeva cessioni di attività e di lavoratori all’esterno del Gruppo.

La contrarietà alle cessioni e le preoccupazioni del sindacato e dei dipendenti, manifestate attraverso lo sciopero, sono, dunque, ampiamente motivate e rafforzate dalla volontà di UniCredito di non negoziare adeguate garanzie sul punto fondamentale della salvaguardia dell’occupazione.

La domanda che poniamo a UniCredito è quindi: il Gruppo vuole procedere su questa nuova strada da solo oppure vuole confrontarsi con i dipendenti e il loro sindacato sul nuovo quadro di riferimento e stabilire nuove tutele e nuove garanzie?

Allo stato la risposta è negativa. UniCredito vuole procedere da solo. Contro questa volontà è stato dichiarato lo sciopero, la cui grande riuscita dimostra la chiara volontà dei dipendenti di opporsi alle cessioni e di ottenere valide garanzie.

Permane dunque lo stato di mobilitazione e nei prossimi giorni le OO.SS scriventi decideranno ulteriori iniziative; rimane in essere il blocco delle relazioni sindacali in tutte le società del Gruppo.

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