Orario di Sportello – La Proposta Indecente dell’azienda

Orario di Sportello – La Proposta Indecente dell’azienda

L’azienda nel corso dell’incontro sulle novità organizzative del 15 novembre, ci ha annunciato l’intenzione di sperimentare, a partire dal prossimo primo dicembre, un “orario di sportello prolungato” e in alcuni casi anche “continuato” (cioè senza chiusura al pubblico per l’intervallo) e senza aumentare gli organici, in alcune agenzie di medie dimensioni (da 8 addetti in su) situate in quattro aree geografiche : VICENZA, MILANO, FORLI-CESENA, PALERMO, con possibilità future anche per Como e Bergamo.

La fase iniziale del progetto prevederebbe il coinvolgimento di circa 6 filiali per ciascuna piazza; l’orario proposto dalla banca sarebbe dalle 8,30 alle ore 18,00 come orario di sportello, e con relativa uscita alle 18,30. Ulteriori dettagli sul progetto (ad esempio le figure coinvolte, le turnazioni, orari d’intervallo per ciascun lavoratore) non ci sono stati forniti.

Le Organizzazioni scriventi hanno immediatamente e senza indugio giudicato improponibile tale iniziativa ed hanno opposto il proprio dissenso al progetto sia sul metodo che sui contenuti:
dal punto di vista contrattuale l’azienda non ha rispettato la procedura di confronto con le organizzazioni sindacali, tesa ad individuare soluzioni condivise;
l’informativa preventiva è stata assolutamente carente;
l’orario di sportello proposto è al di fuori delle norme contrattuali.

Nel merito, il progetto si inserisce in un contesto di forte incentivazione per il passaggio della clientela ai canali evoluti e di notevole ridimensionamento di organici dovuti al Piano Industriale mai condiviso da queste Organizzazioni Sindacali. Ricordano le stesse che l’11 febbraio di quest’anno è stato firmato un Verbale di Accordo che non ha significato la condivisione degli obiettivi previsti dal Piano Industriale, ma che ha cercato di limitarne i danni per i lavoratori rispetto alle ricadute previste dal Piano stesso. A conferma di quanto affermato queste Organizzazioni Sindacali hanno fatto inserire nella premessa dell’Accordo la loro non condivisione rispetto alla quantificazione aziendale degli organici da diminuire.

Questi ridimensionamenti stanno creando sofferenza nei ritmi e carichi di lavoro, scaricandone i maggiori costi sul personale: a Roma, ad esempio, i lavoratori sono scesi in sciopero per ottenere organici, trovando la banca sorda ad ogni richiesta. Anzi la fantasiosa risposta dell’azienda è stata quella di “prelevare” dipendenti temporaneamente da altre zone per portarli a Roma, dove la situazione è fortemente critica.

Inoltre, l’incoerenza rispetto ad un Piano Industriale mirante alla migrazione sui canali evoluti della clientela, traendo da ciò la giustificazione di tagli occupazionali, dal Sindacato non condivisa.

Infine, sul piano commerciale la presunta necessità di competere con altri Istituti del settore, non è egualmente giustificata dal modello industriale di Unicredit Banca diverso da quello dei Gruppi del nostro segmento.

A seguito delle vibrate proteste sindacali, nella mattinata del 16 novembre, l’Azienda ha comunicato che la sperimentazione di prolungamento d’orario non partirà prima del gennaio prossimo e comunque non prima di aver esperito un negoziato sindacale per ricercare soluzioni condivise.

Il Sindacato è, come sempre, disponibile al confronto, ma dichiara sin d’ora che l’attuale stato degli organici non consente iniziative che aggravino ulteriormente una situazione già ampiamente di sofferenza.
Le Segreterie di Coordinamento Aziendale
Falcri – Fiba/Cisl – Fisac/Cgil – UilCA – DirCredito/FD
Bologna, 16 novembre 2005.

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