Lavoro gratis: la nuova frontiera dello spirito

Lavoro gratis: la nuova frontiera dello spirito

Siamo venuti a conoscenza del fatto che UPA ha fatto partire un corso (Development Centre) della durata di circa 6 mesi, fatto quasi esclusivamente di autoformazione in ufficio, presumibilmente teso a migliorare, più che la preparazione lavorativa in senso stretto, le proprie caratteristiche personali nell’approccio al lavoro. Il corso comprende anche 4 giornate in aula (Lesmo), a partire da venerdì 22 e sabato 23 ottobre.
Alla Direzione di UPA abbiamo espresso tutto il nostro rincrescimento (dicono così le persone educate) per non essere stati informati di questo fatto. Abbiamo fatto presente la difficoltà di conciliare lavoro in ufficio ed autoformazione. Abbiamo chiesto che, nella formazione, venga ripristinata l’unica interpretazione possibile del Contratto: quella per cui i percorsi formativi devono essere preventivamente comunicati al Sindacato e devono essere soggetti al relativo confronto. L’imprecisione e l’incompletezza delle informazioni dateci, tardivamente e solo su nostra richiesta, ci fa credere che, in questa Azienda, la mano destra a volte non sa che cosa fa la mano sinistra.
Infine, l’ultima incredibile novità : la giornata di Sabato non verrà pagata se non a chi si umilierà andando personalmente a chiederlo. Non si tratterebbe infatti di un “corso” ma di un “evento”.
Abbiamo chiesto che cessi questa assurdità e che si provveda immediatamente alla retribuzione per tutti.
I lavoratori sono in buona parte giovani, che hanno vissuto due o tre anni della loro vita lavorativa avendo puntato alla tempia prima la pistola del lavoro interinale e poi quella del tempo determinato: la celebrata, nuova flessibilità del lavoro che non ci ha evitato di finire dietro al Botswana nelle classifiche internazionali della competitività.
Ora, a questi colleghi, l’Azienda fa intendere che sono dei privilegiati e che, da loro, ci si aspetta l’atteggiamento mentale del miracolato: quello che ingoia tutto senza fare troppe domande perché ha già avuto e perché, in fin dei conti, gli vengono solo fatte proposte allettanti, non imposti obblighi odiosi. Sarà purtroppo il futuro a fare capire quanto è in salita la strada delle illusioni e di come ci si sente quando ci si accorge che qualcuno sta cercando di lavarti il cervello.

Intanto: il giorno 26 il dr. Profumo illustrerà al Consiglio di Amministrazione il Piano industriale triennale. Ce ne sarà anche per UPA? Staremo a vedere.
Siccome non siamo degli irresponsabili, non stiamo andando in giro per gli uffici ad incendiare la prateria. Però vogliamo che si sappia che, nei giorni scorsi, per iniziare a chiarirci le idee anzitutto tra noi, abbiamo chiesto alla Direzione di UPA alcuni semplicissimi dati: qual’è il numero dei colleghi che matureranno il diritto alla pensione nel triennio 2005-2007 e quali sono i flussi di lavoro attuali e previsti in UPA. Questi dati ci sono stati, al momento, negati. Non abbiamo gradito.

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