L’insostenibile pesantezza delle condizioni di lavoro nelle agenzie... ed Unicredit “non risponde”
Comunicato unitario

Da qualche mese, ormai, stiamo affrontando con l’azienda i temi delle pressioni commerciali, degli organici, della formazione, dell’organizzazione del lavoro (vedi nostri recenti comunicati). Ad ogni occasione abbiamo segnalato la pesantissima, insostenibile situazione in cui versano le agenzie, all’interno delle quali i colleghi operano in uno stato di vera e propria emergenza, come mai si era visto, ed abbiamo avanzato proposte concrete tese a mitigare le enormi difficoltà.
Le risposte, in alcuni casi, non ci sono ancora pervenute (odl), mentre quelle fin qui ottenute (pressioni commerciali, formazione) non lasciano intravedere un’inversione di rotta.

Da ultimo, lo scorso 31 ottobre si è svolto, su nostra richiesta, un altro incontro sulla questione organici nella banca.

L’azienda si è presentata con una posizione che potremmo definire “notarile”, illustrando, cioè, quanto fatto tra il 2017 e il 2018 in fatto di assunzioni, sulla base degli accordi sottoscritti, senza però dimostrare particolare attenzione alla drammaticità delle condizioni della rete che, al contrario, a nostro avviso, non sono più sostenibili e richiedono interventi immediati, anche alla luce delle numerose uscite che si realizzeranno nei prossimi mesi.

Ci è stato dichiarato che delle circa 560 assunzioni previste per il 2018 nel perimetro Commercial Bank Italy, per l’85% destinate al retail, ne sono state effettuate finora 510.
Rispetto alle previsioni iniziali, sarebbe stata estesa la copertura territoriale basata sull’analisi dei dimensionamenti. Nelle Region Nord Ovest, Lombardia, Centro Nord sono stati fatti più di 100 inserimenti, qualche assunzione è stata fatta anche nelle restanti Region. Sarebbero state toccate più del 50% delle province (siamo in attesa di ricevere dall’azienda l’esatta distribuzione delle assunzioni su ciascuna regione).
Sono stati effettuati 136 inserimenti nei poli UniCredit Direct che hanno consentito altrettante uscite.

Da parte nostra abbiamo avanzato le seguenti richieste:

-
immediato inserimento delle residue 50 assunzioni (su circa 560) previste per il 2018;
-
immediata sostituzione, tramite assunzioni nel rapporto 3 a 1 (così come previsto dagli accordi in vigore) dei lavoratori dimessisi ad altro titolo (escludendo, quindi, le uscite per pensionamento ed esodo) al 30/9/2018;
- proroga degli 80 stagionali in servizio (sui 162 iniziali) per ulteriori 3-4 mesi, in modo da superare la fine dell’anno, periodo sempre particolarmente critico. Sappiamo che molte filiali riescono ad aprire la cassa solamente grazie alla presenza di questi colleghi;
-
anticipazione ai primissimi mesi del prossimo anno delle assunzioni previste nel 2019 ai sensi dell’accordo 2017 (circa 360, perché circa 70 sono già state effettuate) e del Piano Giovani (550).

L’azienda ha dichiarato di aver bisogno di tempo per verificare le nostre richieste e fornirci le risposte. Da parte nostra abbiamo indicato come termine ultimo la metà di novembre, stante l’urgenza imposta dalla situazione.

Già adesso, comunque, a quasi due anni dall’avvio del Piano Transform 2019, è possibile tracciare un bilancio.

Le mirabolanti promesse di
efficientamenti organizzativi contenute nel Piano per il momento sono rimaste tali.

La
conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, tanto enfatizzata dai nostri vertici, resta più che mai una chimera.

La
professionalità dei colleghi viene spesso mortificata, la formazione, definita strategica ad ogni piè sospinto, non rientra, se non formalmente, tra le priorità aziendali.

Il
livello di stress è aumentato a dismisura.

La
riduzione dei costi determinata da esodi e pensionamenti e l’abnegazione del personale sono le principali leve che hanno fin qui consentito il recupero di produttività e redditività registrato.

La
distanza tra le condizioni di lavoro nelle agenzie e il contesto rappresentato dall’azienda è siderale. La situazione non è MAI stata così drammatica!

Che il clima aziendale sia altamente deteriorato lo dimostrano i dati degli scioperi territoriali proclamati in Liguria ed in provincia di Vicenza, mobilitazioni che hanno visto una altissima partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori, con percentuali di assenze attorno all’80% e con la chiusura pressoché totale degli sportelli.

E’ GIUNTO IL MOMENTO CHE UNICREDIT RISPONDA!!!

Preannunciamo fin d’ora l’avvio di una tornata di assemblee del personale per valutare eventuali ulteriori iniziative di mobilitazione a livello nazionale.

Fabi First/Cisl Fisac/Cgil UilCa Unisin
Segreterie di Gruppo UniCredit