Certificazione di malattia e visite mediche di controllo
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Come funziona il certificato di malattia telematico e cosa devi fare in caso di malattia e assenza dal lavoro

In caso di malattia, vale a dire di un’infermità che determini incapacità temporanea al tuo specifico lavoro, è il medico curante a redigere l’apposito certificato di malattia e a trasmetterlo all’Inps con modalità telematica, immediatamente o al più il giorno dopo quando la visita è avvenuta al tuo domicilio.
La modalità di invio telematico del certificato non consente di retrodatare l’inizio della malattia oltre il giorno precedente il rilascio: pertanto - nel caso di malattia superiore ai due giorni - sei tenuto a richiedere al medico la certificazione entro e non oltre il secondo giorno di assenza facendoti rilasciare il numero di protocollo identificativo del certificato telematico per tua ricevuta.
Anche il medico libero professionista, a cui puoi rivolgerti nei casi previsti dalla legge o dal tuo contratto di lavoro, può rilasciare il certificato di malattia telematico poiché egli dispone delle credenziali di accesso al servizio.
Occorre ricordarsi di segnalare senza ritardo ogni assenza per malattia al proprio responsabile e di registrare l'assenza su HR Gate, come si fa per tutte le altre assenze.

=> Si può accedere ad HR Gate anche da casa, tramite connessione Extranet: https://start.extranet.unicredit.eu

Se non si ha modo di accedere a HR Gate, bisogna chiedere al proprio responsabile di registrare l’assenza.

Di prassi, la malattia deve essere giustificata con certificato rilasciato dal medico per ogni malattia superiore ai 2 giorni. L'Azienda, però, può decidere di richiedere il certificato medico per ogni assenza, anche di un solo giorno.

Dal 13 settembre 2011 il datore di lavoro non richiede più al lavoratore l'invio del certificato di malattia, ma prende visione delle attestazioni dei propri dipendenti, ove queste siano state rilasciate mediante l'apposita procedura telematica dal medico curante o da altro servizio sanitario accreditato. Solo in presenza di regolare certificazione telematica, sei dispensato dall'invio all'azienda di copia del certificato medico.

Nel caso in cui la malattia si manifesti mentre ci si trova presso un domicilio diverso da quello abituale e conosciuto dall’azienda, il nuovo recapito deve essere segnalato, per consentire l’eventuale accertamento dello stato di malattia disposto dal datore di lavoro o direttamente dall’INPS.

Prendi sempre nota del numero di protocollo del certificato (PUC) del certificato di malattia telematico. Tale numero va fornito a ES SSC o al tuo Line Manager solo se richiesto. Puoi anche chiederne al medico una copia cartacea. Se lo richiedi espressamente, il medico è tenuto ad inviare la medesima certificazione al tuo indirizzo di posta elettronica personale (art. 7 della legge n. 221 del 17 dicembre 2012).

Controlla sempre la correttezza dei seguenti dati obbligatori, di cui sei unico responsabile, per non correre il rischio che non ti venga indennizzato l’evento di malattia:
=> tuoi dati anagrafici;
=> eventuale località, frazione, borgo, contrada, precisando se si tratta di via, piazza, vicolo e aggiungendo, se occorre, palazzina, residence...).

È inoltre importante verificare la corretta trasmissione del certificato telematico. A tale scopo, puoi visualizzare il tuo certificato e il tuo attestato (certificato privo di diagnosi) sul sito web www.inps.it, entrando con le tue credenziali nei servizi on line (codice fiscale e PIN o SPID per consultare il certificato; codice fiscale e numero di protocollo per consultare l’attestato). Con il certificato telematico di malattia, sei esonerato dall’obbligo di invio dell’attestato all’Azienda che può visualizzarlo mediante i servizi presenti sul sito web www.inps.it. Devi comunque attenerti alle disposizioni previste dal tuo contratto di lavoro per informare il tuo responsabile della assenza.

Nei giorni festivi e prefestivi devi rivolgerti al medico di continuità assistenziale per il rilascio del certificato di malattia sia per eventi insorti nei suddetti giorni sia per giustificare la continuazione di un evento certificato sino al venerdì.

Nei casi di ricovero o accesso al Pronto soccorso, devi richiedere alla Struttura ospedaliera il rilascio della certificazione attestante il periodo di degenza e la eventuale successiva prognosi di malattia. Anche in tali casi assicurati che l’eventuale trasmissione telematica sia stata regolarmente effettuata.

Qualora invece la Struttura Ospedaliera sia impossibilitata al rilascio del certificato telematico e ti consegni un certificato cartaceo, accertati che siano presenti tutti i dati fondamentali (dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore, diagnosi in chiaro, data di dichiarato inizio malattia, data di rilascio del certificato, data di presunta fine malattia, se si tratta di inizio, continuazione o ricaduta, visita ambulatoriale o domiciliare, residenza o domicilio abituale e domicilio di reperibilità durante la malattia) e provvedi all’invio dello stesso all’Inps e al datore di lavoro, con le modalità previste per la certificazione cartacea, di seguito indicate.

Come deve essere redatto il certificato di malattia telematico?

Al fine di garantire la correttezza delle informazioni riportate nel certificato, è necessario che il medico redattore ponga la massima attenzione nell’inserimento di tutti i dati. In particolare, il medico è tenuto ad inserire correttamente l’indicazione di evento traumatico (anche ai sensi dell’articolo 42 della legge n. 183 del 4 novembre 2010). Essa è indispensabile affinché l’Inps possa valutare se vi sono le condizioni per attivare un’azione surrogatoria verso i terzi responsabili.

In caso di azione surrogatoria con esito positivo, per il lavoratore c’è il vantaggio che le giornate di indennità di malattia in tal modo recuperate dall’Inps non rientrano nel computo del periodo massimo assistibile per malattia.

Inoltre, se ne ricorrono i presupposti, è necessario che vengano segnalate le eventuali “agevolazioni” per le quali il lavoratore è esonerato dall’obbligo del rispetto delle fasce di reperibilità in caso di:
=> una patologia grave che richieda terapie salvavita;
=> una malattia per la quale sia stata riconosciuta la causa di servizio (SOLO per alcune categorie di dipendenti pubblici) ascritta alle prime tre categorie della TABELLA A allegata al decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1981, n. 834, ovvero a patologie rientranti nella TABELLA E del medesimo decreto;
=> di uno stato patologico connesso alla situazione di invalidità già riconosciuta maggiore o uguale al 67%.

Il medico può anche inserire eventuali ulteriori dettagli nelle note di diagnosi al fine di completare e/o caratterizzare meglio la diagnosi stessa.
Al riguardo, l’Inps ha fornito alcuni indirizzi operativi in merito all’applicazione della normativa relativa alle esenzioni dalla reperibilità per i lavoratori del settore privato (circolare Inps n. 95 del 7 giugno 2016).
Le informazioni sopradescritte sono fondamentali per poter garantire lo svolgimento corretto delle successive attività di competenza dell’Istituto.

È comunque valido il certificato cartaceo?

Il certificato di malattia e l’attestato redatti su carta sono accettati solo quando non sia tecnicamente possibile la trasmissione telematica. In tal caso, ai fini della validità della certificazione prodotta, devono risultare inseriti comunque tutti i citati dati obbligatori (art. 8 del DPCM 26 marzo 2008).
L'obbligo da parte dei medici e delle strutture pubbliche di rilascio del certificato medico cartaceo, dunque, permane nei seguenti casi:
• malfunzionamenti del sistema;
• struttura sanitaria (es.: Pronto soccorso) non ancora abilitata al sistema;
• medico non accreditato al SSN;
• ti trovi all'estero.

In tali casi:
=> il medico è tenuto a rilasciarti un certificato medico cartaceo;
=> sei tenuto - entro 2 giorni dalla data di rilascio del certificato medico - a recapitarlo all'Azienda con le seguenti modalità:
1. stampa il modulo di accompagno presente su HR Gate;
2. firmalo;
3. consegnalo al tuo Responsabile insieme al giustificativo in originale;
4. dopo le sue verifiche, assicurati che lo stesso abbia firmato il modulo di accompagno ed invia entrambi i documenti a ES SSC, all'indirizzo presente sul modulo stesso.

Verifica attentamente la corrispondenza tra i dati presenti sul giustificativo e quelli sul modulo (data inizio/fine assenza, causale, ecc.). Se fai pervenire il certificato al tuo responsabile, sarà lui a stampare il modulo, controllare il giustificativo, firmare ed inviare il tutto a ES SSC, (anche senza la tua firma).

Da quale giorno inizia la malattia?

L’Inps, sulla base della normativa vigente, riconosce la prestazione di malattia, ai lavoratori assicurati per la specifica tutela previdenziale, soltanto dal giorno di rilascio del certificato. Il medico per legge non può giustificare giorni di assenza precedenti alla visita. Solo se si tratta di certificato redatto a seguito di visita domiciliare, l’Inps riconosce anche il giorno precedente alla redazione (solo se feriale), quando espressamente indicato dal medico. Tieni presente, inoltre, che il tuo datore di lavoro potrebbe ritenerti assente ingiustificato nei giorni non riconosciuti dall’Inps.

Cosa devi fare in caso di cicli di cura ricorrenti?

Nei casi di cicli di cura ricorrenti per patologie di natura specialistica comportanti incapacità al lavoro (compresi i trattamenti emodialitici, chemioterapia...), i lavoratori privati aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia possono produrre un’unica certificazione attestante la necessità di trattamenti ricorrenti e che qualifichi ciascun periodo come ricaduta del precedente. La certificazione di tali cicli deve essere inviata all’Inps e al proprio datore di lavoro prima dell’inizio della terapia con l’indicazione dei giorni previsti per l’esecuzione ed è utile a considerare, ai fini dell’indennità previdenziale, i diversi giorni di malattia come un unico evento. A prestazioni effettivamente eseguite, l’interessato deve presentare periodiche dichiarazioni della struttura sanitaria con il relativo calendario delle cure eseguite.
Le assenze dal lavoro per le terapie devono, comunque, essere certificate, nelle consuete modalità, mediante certificazione telematica o, ove questa non sia possibile, cartacea.

Quali sono le fasce orarie di reperibilità?

Le visite mediche di controllo possono essere disposte d’ufficio dall’Istituto (nei confronti dei lavoratori privati aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia e dei lavoratori pubblici) o su richiesta dei datori di lavoro per i propri dipendenti.
Accertati che sul campanello del domicilio di reperibilità sia indicato il tuo nominativo, per permettere al medico fiscale l’eventuale visita di controllo.
Non dimenticare di rispettare le fasce orarie di reperibilità per le visite mediche di controllo, anche nei giorni festivi, di sabato e domenica.
Le fasce di reperibilità per tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore privato sono le seguenti: dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00.

Se sei un dipendente privato, il medico certificatore può segnalare l’“agevolazione” che ti esonera dalla reperibilità nei suindicati casi previsti, secondo le regole stabilite nella circolare n. 95/2016 dell’Inps. È bene sapere, che può essere disposta comunque una visita di controllo previo appuntamento.

Il lavoratore privato assicurato per la malattia non può assentarsi dall’indirizzo di abituale dimora durante le fasce orarie di reperibilità in cui viene effettuato il controllo se non per:
=> necessità di sottoporsi a visite mediche generiche urgenti e ad accertamenti specialistici che non possono essere effettuati in orari diversi da quelli compresi nelle fasce orarie di reperibilità;
=> provati gravi motivi personali o familiari;
=> cause di forza maggiore.
Nei casi di eventi determinati da infortunio sul lavoro o malattia
professionale (anche quando sia ancora in corso la relativa istruttoria) non possono essere disposte visite di controllo da parte dell’Inps per non interferire nell’attività di competenza esclusiva dell’Inail in materia (art. 12 della legge n. 67/1988).

Cosa succede se il lavoratore è trovato assente a visita medica di controllo domiciliare?

Se sei trovato assente in occasione della visita medica di controllo domiciliare, vieni invitato con apposito avviso a presentarti in data specifica presso gli ambulatori della Struttura territoriale Inps di competenza.
Se nel giorno della prevista visita ambulatoriale hai ripreso l’attività lavorativa, non sei tenuto a sottoporti a quella visita, ma devi comunque comunicarlo alla medesima Struttura Inps.
In ogni caso, devi presentare idoneo giustificativo per l’assenza alla visita di controllo domiciliare per non incorrere, se sei un lavoratore privato avente diritto all’indennità di malattia, nelle sanzioni amministrative previste dalla legge e, in tutti i casi, in eventuali azioni disciplinari da parte del datore di lavoro.

Modifica del periodo di malattia

Se vuoi rientrare al lavoro prima della fine prognosi indicata sul certificato, devi chiedere al medico che ha redatto il certificato la RETTIFICA della prognosi, da inoltrare all’Inps attraverso il servizio di trasmissione telematica.
Nessun certificato può essere rettificato se è finito il periodo prognostico originariamente assegnato.

Ottobre 2018
Dipartimento Comunicazione Fisac CGIL UniCredit