Dimostrata la realtà parallela
Comunicato unitario

In Unicredit da anni ormai il Top Management vive in una realtà parallela rispetto ai Dipendenti Non è fisica quantistica ma riguarda la realtà lavorativa aziendale.
Minacce più o meno velate, aggressioni verbali, comportamenti ineducati ed irrispettosi, atteggiamenti arroganti, per il Top Management non esistono.

Lavoriamo ogni giorno per cambiare la situazione, abbiamo firmato accordi, verbali di incontro, denunce, per ricondurre il clima lavorativo entro canoni di sostenibilità: ma l’incubo permane e la sofferenza dei colleghi è palese, dimostrata anche dall’ aumento delle patologie legate allo stress e ai carichi di lavoro eccessivi.

La realtà parallela dove tutto va bene, dove, secondo l’Azienda, il clima lavorativo è in continuo miglioramento, dove c’è il pieno rispetto degli accordi sulle politiche commerciali e la strada intrapresa è quella giusta NON ESISTE!

La realtà è quella che viviamo nel quotidiano:

- Quando siamo obbligati a vendere sempre e comunque, a dichiarare in anticipo quando, quanto e a chi venderai...”il prodotto del giorno” con continue riunioni, video, chat, SMS, telefonate, ed email, anche fuori dall’orario di lavoro che altro non fanno che affliggere e irritare i colleghi;
- Quando veniamo intrattenuti se non quasi “sequestrati” dagli Area Manager, nel tentativo di condivisione forzata di idee ed obiettivi commerciali.

Non è più possibile che Unicredit continui a sottovalutare tutto questo. Il clima aziendale è teso e non perché, come ha affermato il Responsabile delle Risorse Umane “I colleghi sono stressati
perché ogni cambiamento crea paure e preoccupazioni”, ma perché in questa azienda, da anni, ormai il “capitale umano”, le “risorse” non sono la priorità.

Nonostante i massimi vertici aziendali impegnino ufficialmente a fornire la più ampia collaborazione nel combattere i comportamenti che violano gli accordi è inammissibile che molte figure di sintesi perseverino in tali comportamenti.

Noi continueremo a raccogliere le segnalazioni che arrivano alle RSA, le mail, i pop–up, i WhatsApp e i messaggi di pressione per porre la parola fine a questi comportamenti che ledono la dignità dei lavoratori,
persino di coloro che li perpetrano e che influiscono significativamente sullo stato psico-fisico, e a nostro avviso anche sulla sostenibilità delle vendite.

Dobbiamo, inoltre, fare un riferimento
all’ulteriore peggioramento delle condizioni lavorative dovuto alle procedure informatiche che non funzionano come dovrebbero: i terminali soggetti a blocchi continui, i tablet per la firma elettronica che bloccano in stand-by le operazioni, i continui problemi della linee dati, con frequenti “cadute” del collegamento, le stampanti di cassa sovente in “off line” che rendendo le transazioni del tutto indisponibili. Situazioni che non solo non agevolano lo svolgimento della normale operatività ma pregiudicano seriamente il raggiungimento degli obiettivi commerciali tanto agognati, altre che aggravare lo stato già elevato di stress dei Lavoratori.

Il piano Transform 2019 avrebbe dovuto aggiungere efficienza e notevole risparmio di tempo grazie ai sistemi informatici, all’implementazione e semplificazione delle procedure informatiche e all’ammodernamento dell’hardware.
Nulla di tutto questo, fino ad oggi, si è visto, se non nelle dichiarazioni.

Ci aspettiamo il mantenimento degli impegni presi con la firma dell’accordo sul piano industriale, perché il rispetto dei Dipendenti e delle Dipendenti viene prima di ogni obiettivo commerciale.

Le persone devono vivere in un ambiente lavorativo sostenibile e avere di fronte una prospettiva chiara,
non nera e imperscrutabile come lo schermo dei terminali alla mattina!

La pesante situazione determinata dalla riorganizzazione in corso non è più tollerabile, come testimoniato anche dalle denunce provenienti da tutte le Region.
L’apertura di una vertenza nazionale sarà inevitabile qualora non si manifestassero segnali espliciti di inversione di tendenza.

Ci risulta che l’AD stia girando per filiali in diverse zone del paese chiedendo ai colleghi cosa non funzioni e come sia il rapporto con la clientela.

Da cosa nasce questa esigenza di verificare di persona le condizioni di lavoro? Non sarà sorto il dubbio che la realtà non sia quella,
appunto parallela, che supponiamo gli venga riferita dai manager, ma piuttosto quella denunciata dai comunicati sindacali?

Milano, 2 luglio 2018

Segreterie di Coordinamento UniCredit Spa
Fabi – First Cisl – Fisac Cgil – Uilca – UniSin