Provvidenze per i figli studenti
Quaderni

Le «provvidenze per gli studenti figli di lavoratori» sono comparse nel settore del credito, insieme alle «agevolazioni per i
lavoratori studenti», con l’avvio della prima stagione di contrattazione integrativa aziendale degli inizi degli anni ‘70, a seguito del
CCNL Assicredito 18.06.1970 per gli impiegati, commessi ed ausiliari delle aziende di credito e finanziarie ed a quello ACRI
24.06.1970 per il personale impiegatizio, subalterno ed ausiliario delle Casse di Risparmio e Monti di Credito su pegno di 1°
categoria (anche se in alcuni istituti di credito di diritto pubblico e nelle maggiori casse di risparmio la loro introduzione era già
avvenuta, sancita peraltro dai CCNL Assicredito ed ACRI del 3 e 8 febbraio 1968).

Nelle successive contrattazioni aziendali e nazionali vengono conquistati significativi miglioramenti (aumento della misura dei
contributi, allargamento delle scuole e dei corsi di studio riconosciuti, possibilità di optare per la definizione della materia a livello
aziendale o per le normative stabilite dal CCNL, ecc.).

Un esempio di previsione aziendale complessivamente più favorevole rispetto a quanto stabilito dal CCNL si riscontra nel
Gruppo UniCredit con le normative ex-Bipop Carire, di cui l’Accordo generale di armonizzazione dei trattamenti normativi ed economici del 31.05.2008 mantiene transitoriamente la validità (vedi l’APPENDICE 4 a pag.10).

Nate con la finalità di incentivare, da un lato, una maggiore formazione dei figli dei Lavoratori e delle Lavoratrici e, dall’altro, di
favorire una più forte identificazione del Personale con le proprie aziende, tali provvidenze si connotano come benefici collettivi di
carattere assistenziale (che - nel Gruppo UniCredit - vengono riconosciuti anche ai figli studenti dei pensionati titolari di pensione integrativa del Fondo di Previdenza di Gruppo ed agli orfani studenti aventi come solo reddito la pensione del Fondo di Previdenza di Gruppo.

Tali benefici, però, non valgono per coloro che hanno aderito al Fondo di Solidarietà di settore, in quanto né dipendenti né pensionati).

Pur figurando come voci retributive nel bollettino stipendio del/la “dipendente genitore” (con la denominazione di “Assegno
Figli Studenti” o transitoriamente, nel caso degli ex Bipop-Carire, con quella di “Tasse scolastiche e libri”) tali erogazioni sono da
considerare a tutti gli effetti delle “borse di studio” che il datore di lavoro prevede a favore dei figli (o equiparati) a carico della
generalità dei dipendenti e, pertanto, non costituiscono reddito di lavoro dipendente ai fini previdenziali né fiscali. Non hanno, inoltre, validità ai fini della previdenza complementare e del T.F.R..