PIANO INDUSTRIALE 2010-2015
Comunicato unitario

Nei giorni 23 e 24 novembre i Segretari Generali, le Segreterie Nazionali e le Delegazioni di gruppo delle scriventi OO.SS. hanno incontrato l’Amministratore Delegato Ghizzoni, il Responsabile delle attività italiane Piccini, e il Capo del Personale Cornetta, per un approfondimento in merito al nuovo Piano Industriale approvato nei giorni scorsi dal CDA, con particolare riferimento a quanto previsto per il perimetro Italia.

L’azienda ha prima illustrato il negativo andamento del bilancio del gruppo (in particolare per le attività italiane), nonché le ragioni dell’aumento di capitale. Successivamente ha precisato quali siano le iniziative e gli investimenti previsti per rilanciare le attività italiane, dichiarando la volontà di svilupparsi essenzialmente come banca commerciale. Infine ha esplicitato l’esigenza di procedere ad una ulteriore riduzione dei costi, rispetto a quanto già previsto dai precedenti piani, intervenendo sia sui costi generali (- 440 milioni di euro a termine Piano) che sui costi del personale. A tale riguardo è prevista la fu
oriuscita di 3.500 persone, da realizzarsi entro il 2015 (aggiuntivi a quanto previsto dai precedenti piani); la platea comprende esclusivamente dipendenti che hanno già maturato, o matureranno entro tale scadenza, il diritto alla pensione.

L
e OOSS hanno evidenziato come il negativo andamento dei conti aziendali sia da ascriversi non solo alla crisi economica e dei mercati da tempo in atto, ma anche a scelte manageriali sbagliate effettuate negli anni scorsi, scelte che le OOSS avevano ripetutamente criticato, pur rimanendo tale critica inascoltata. Le responsabilità del management rispetto a questa situazione sono quindi particolarmente rilevanti e, dunque, non possono solo essere i lavoratori e le lavoratrici a pagare i costi del necessario aggiustamento dei conti aziendali.

I piani di rilancio che sono stati annunciati dovranno essere effettivamente realizzati, dando sostegno alle imprese meritevoli, e le sinergie e le efficienze previste dovranno diventare operative.
La ri
duzione dei costi dovrà avvenire intervenendo in primo luogo:

- su
i numeri e sui trattamenti economici/ benefit del top management;
- sulla spropositata e inefficiente struttura di governo, a vantaggio delle realtà a contatto con il cliente;
- sui sistemi incentivanti;
- sull’esorbitante numero delle consulenze;
sugli appalti.

Le decisioni che
saranno adottate dovranno essere improntate ad equità e rigore, che consideriamo pre-requisiti rispetto all’ apertura del confronto sul Piano Industriale. Tali criteri dovranno poi trovare concreta realizzazione attraverso la definizione di norme certe, trasparenti ed esigibili.

La riduzione del
personale non potrà che avvenire su base volontaria, in linea con quanto è sempre accaduto all’interno di UniCredit, e dovrà accompagnarsi ad un congruo numero di assunzioni di giovani, nonché alla stabilizzazione dei molti precari. Ciò a sostegno sia della ripresa delle attività del gruppo che come necessario contributo alla riduzione della enorme disoccupazione giovanile oggi presente nel paese.

Inoltre, l’impegno dei colleghi dovrà trovare – a breve - significativi riconoscimenti, attraverso la previsione del premio aziendale
per tutti i lavoratori del gruppo, e la definizione di una coerente struttura degli inquadramenti all’interno di UniCredit Spa.

Le OOSS hanno n
uovamente espresso netta contrarietà ai processi di esternalizzazione che possano riguardare attività e dipendenti del gruppo. A questo proposito, l’Amministratore Delegato ha comunicato il rinvio a febbraio 2012 dell’operazione riguardante HR SSC garantendo a tutti (compresi i neo assunti) l’applicazione del CCNL del Credito.

Abbiamo poi rim
arcato la complessità del momento, segnata dall’incertezza circa l’evoluzione del sistema previdenziale e dai possibili sviluppi della trattativa per il rinnovo del CCNL.

Nei prossimi giorni faremo gli approfondimenti necessari sul Piano Industriale che ci è stato illustrato, al fine di individuare le modalità di prosecuzione del confronto, aperto formalmente il 24 novembre, con l’avvio della procedura contrattualmente prevista.

Milano 28/11/2011

Le delegazioni sindacali di gruppo