Premio Aziendale 2009 Un Approfondimento

Premio Aziendale 2009 Un Approfondimento

Riteniamo opportuno tornare sull’Accordo del 4 Agosto sul Premio Aziendale, in pagamento nel giugno del 2010, allo scopo di fornire ulteriori elementi di valutazione tecnici e politici, aggiuntivi rispetto al Comunicato Unitario ed utili per illustrare l’intesa a Lavoratori e Lavoratrici.

Allo scopo alleghiamo alcune Tabelle Comparative dei Premi erogati a partire dal 2007 con i relativi scostamenti assoluti e percentuali. Come vedrete la situazione è alquanto differenziata in funzione delle banche di provenienza, poiché differenti erano le condizioni di partenza. Risulta pertanto fuorviante e fonte di poca chiarezza raggruppare in un’unica tabella riassuntiva gli scostamenti fra importi non raffrontabili tra loro.


L’unica comparazione oggettiva è quella relativa ai Premi Aziendali erogati nel mondo ex UniCredito per gli esercizi 2007 e 2008, da cui si rileva che, in base all’Accordo sottoscritto, le riduzioni percentuali oscillano rispetto al Premio pagato a Giugno di quest’anno dal 15,02% sulla figura media (Area 3 Livello 3), al 25,57% dei QD4 e 26,13% dei QD3.
L’altra comparazione possibile è tra quanto ciascuno ha percepito negli ultimi due anni e la cifra ipotizzata applicando i meccanismi contenuti nell’accordo: dal che si evince che gli scostamenti massimi sono lontani da quelli fatti circolare in questi giorni e cioè del 26,13%.


Ma il raffronto con Il Premio Aziendale per il 2008 non è sufficiente a comprendere il senso di quanto siamo riusciti ad ottenere durante la lunga, faticosa e complessa trattativa.
E’ opportuno, infatti, ricordare quanto accaduto a Giugno di quest’anno: a fronte di una caduta del 38% dell’Utile del Gruppo siamo riusciti ad ottenere l’erogazione di un Premio Aziendale, per il perimetro ex UniCredito Italiano, incrementato del 6,7%.
Ecco la ragione di un confronto anche con il Premio Aziendale 2007.

I dati citati dal Comunicato Unitario parlano chiaro: la semestrale 2009 presenta un calo dell’utile ante imposte del 61,38% per la Divisione Retail Italia, dell’80,86% per quella Corporate.
E’ legittimo pensare che l’utile del Gruppo, nonostante l’andamento positivo della Divisione MIB e dei paesi dell’Est Europa, si attesti a meno del 50% di quello del 2008.
Nel biennio 2008-2007 si avrebbe quindi una diminuzione di tale indicatore di Bilancio (non il solo, ma il principale tra quelli su cui si basa il calcolo del Premio Aziendale) credibilmente attestata ad una misura superiore al 55 -60%, a fronte della quale il Premio Aziendale 2009 registrerebbe un calo decisamente inferiore.
E’ necessario, pertanto, avere sempre presente lo scenario drammatico e senza precedenti nel quale si è sviluppata questa delicata trattativa: la profonda crisi finanziaria che ha scosso le banche, i rischi di tenuta del sistema, la caduta verticale dei profitti e dei ricavi, la crisi dell’economia reale che si sta ripercuotendo sulle banche ed ancor più morderà nei prossimi mesi.
In questo contesto è complicatissimo fare previsioni che durino oltre il brevissimo periodo, tanto è vero che nessuno dei maggiori gruppi bancari italiani ha presentato un Piano Industriale, mentre tutti quelli precedenti sono divenuti obsoleti.

Le elaborazioni più attendibili e serie sono quelle della Banca d’Italia, che prevede un ulteriore peggioramento delle prospettive economiche nel secondo semestre di quest’anno e nei primi sei mesi del prossimo. Solo successivamente si potrà ipotizzare una ripresa. Ciò avrà pesanti ripercussioni sui bilanci delle banche con un ulteriore calo degli utili del 50% rispetto al 2008 che, a sua volta, avevano registrato un calo del 50% medio.

Questa incertezza nelle prospettive spiega anche la scelta di limitare l’accordo ad un solo anno. Allungare la durata al biennio o al triennio sarebbe stata una scommessa al buio, avrebbe esposto i lavoratori e le lavoratrici ad un rischio molto alto, quasi come quello di un’ operazione sui derivati.
In più la scelta di un anno ha il pregio di consentire il rinnovo dei Contratti Integrativi Aziendali con contenuti economici e di intercettare immediatamente la ripresa, quando si determinerà.
Abbiamo valutato, inoltre, che fosse nell’interesse esclusivo dei Lavoratori e delle Lavoratrici concludere l’accordo in tempi rapidi, in previsione di un deterioramento della situazione, già a partire dal prossimo mese di settembre, che avrebbe influito sulla trattativa in termini decisamente negativi.

Come noto, UniCredito ha chiuso il 2008 con un calo degli utili del 38%. Già dalle prime avvisaglie abbiamo chiesto e ottenuto che al Top Management non fosse riconosciuta la parte variabile della retribuzione legata ai risultati -che ne rappresenta i 2/3 – e che si limitassero le spese per convention, convegni ecc..
E’ doveroso che analoga decisione sia adottata per il 2009, alla luce dei sacrifici chiesti a Lavoratori e Lavoratrici.

Così come, nel corso della trattativa, abbiamo posto il problema di una coerenza tra la dinamica del Premio Aziendale e quella degli Incentivi, nonché dei Premi erogati a vario titolo all’alta dirigenza : verificheremo puntualmente che entrambe queste nostre richieste vengano accolte nei fatti.

L’accordo del 4 Agosto è stato sottoscritto con i dati della semestrale già resi pubblici e quindi da noi ampiamente conosciuti ed approfonditi.
I risultati delle banche commerciali (retail, corporate e private banking) del perimetro Italia, rispetto ai quali secondo il Contratto Nazionale vanno individuati gli indicatori sui quali calcolare gli importi del Premio Aziendale, sono pesantemente negativi e non poteva che essere così visto lo scenario economico ed il conseguente incremento del volume degli accantonamenti per rischi.
Tali risultati sono stati mitigati grazie all’attività della Divisione CEE e dal fatto che l’Investiment Banking ha ripreso a produrre utili (un dato su cui è opportuno approfondire

l’analisi, alla luce del peso che grava su tale attività nell’ambito delle cause della crisi economica, ed anche in rapporto alla tematica dell“eticità” della vendita), grazie anche al livello prossimo allo zero dei tassi di interesse.

Il Contratto Nazionale dispone che il Premio Aziendale, per sua natura e per scelta delle parti, debba essere variabile in funzione dei risultati aziendali.

Questa è anche la condizione prevista per ottenere gli sgravi fiscali e contributivi su tale voce retributiva.

In sede di trattativa l’Azienda ha rimarcato molto questa impostazione, così come ha fatto pesare il fatto che il Premio pagato nel 2009, relativo all’esercizio 2008, fosse di 200 € superiore rispetto al 2007 pur in presenza di dati di redditività e produttività in marcata discesa.
La richiesta iniziale della Capogruppo era:


– 30% in meno per tutti rispetto al Premio 2007 (2.950 € riferiti alla figura media), che avrebbe prodotto un risultato inferiore rispetto al calcolo che ha come base i 3.150 € medi pagati nel 2009;


– applicazione secca, senza eccezioni e senza gradualità, della scala parametrale utilizzata nel Contratto Nazionale per calcolare la distribuzione degli aumenti contrattuali tra le varie figure professionali e adottata in tutte le banche italiane, in luogo di quella in uso nel Gruppo.


Rispetto a quest’ultimo punto è utile sottolineare come la Capogruppo, in varie occasioni, avesse dichiarato che quella scala parametrale era temporanea e come avesse tentato di rimuoverla già nel 2007.
Anche grazie alla determinazione della nostra Organizzazione quel tentativo fu sconfitto con l’argomentazione che, in uno scenario nel quale i risultati erano in costante crescita, non sarebbe stato equo penalizzare fasce di Lavoratori e Lavoratrici.

Lo sviluppo della trattativa, che

-> ha vissuto momenti di duro scontro con la controparte,
-> ha scontato anche un passaggio in ABI con le Segreterie Nazionali,
-> ha sfiorato la rottura in più occasioni,

ha infine permesso di conseguire un risultato sostanzialmente diverso rispetto alle premesse aziendali:


-> una riduzione sul 2008 più contenuta per tutti, Aree Professionali e Quadri Direttivi, attorno al 15% ,
-> un’attenuazione dell’adozione della scala parametrale del CCNL per coloro che maggiormente ne risentiranno (QD3 e QD4 ex UniCredito ed ex BiPop-Carire).


Va infatti evidenziato come l’adozione della scala parametrale del CCNL vigente abbia riportato la Figura Media cui riferire il Valore Medio di 2.300 € al A3L3 (parametro 136,60) rispetto a quella individuata nell’ambito del Gruppo – una figura collocata tra A3L4 e QD1 parametro 156,54) – permettendo quindi di diminuire ulteriormente l’impatto della riduzione per tutti gli Inquadramenti.

La scelta di firmare l’accordo è, pertanto, frutto di analisi approfondite e meditate valutazioni autonome delle Organizzazioni Sindacali con l’obiettivo di esporre Lavoratori e

Lavoratrici ai minori danni e rischi possibili e ci portano a ripetere le valutazioni contenute in conclusione del comunicato unitario.

E’ infine necessario richiamare due frasi del Comunicato Unitario che bene illustrano il risultato che siamo riusciti a consolidare ed il giudizio conclusivo sulla positività dell’Accordo:

“Le intese di armonizzazione hanno poi sancito l’estensione del Premio ex UniCredito, di importo più elevato, anche ai lavoratori e lavoratrici del mondo ex Capitalia.
Nell’accordo appena sottoscritto abbiamo consolidato questa conquista per cui il Premio sarà unico per tutti i Lavoratori/trici e per tutte le società del Gruppo Nuovo Perimetro Italiano a condizione che l’attività delle banche commerciali italiane (Retail, Corporate e Private Banking) sia in attivo (..)

Al realizzarsi dei presupposti elencati nell’accordo, percepiranno il Premio anche i lavoratori di singole banche o società con il bilancio in passivo: non si tratta solamente di una forma di solidarietà, ma anche di una redistribuzione dei risultati, perché la struttura del Gruppo Unicredit è composta di aziende distinte per attività.”

“Considerando il momento assolutamente eccezionale nel quale è maturato, l’Accordo è senz’altro positivo perché assicura certezza economica ai Lavoratori ed alle Lavoratrici, e distribuisce con equità i sacrifici in un contesto economico caratterizzato da una pesante crisi che sta già producendo effetti fortemente negativi sull’andamento delle banche e incertezza per il mondo del lavoro.”

Milano, 27 Agosto 2009

La Segreteria Fisac/Cgil
Gruppo UniCredit

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